Stellantis, niente premio 2025: sindacati preoccupati per il futuro degli stabilimenti
Nessun premio annuale per i lavoratori di Stellantis. I risultati del 2025, giudicati negativi dall’azienda sul versante delle consegne, del fatturato, della redditività e del cash flow, non hanno consentito il raggiungimento del livello minimo di AOI europeo, condizione indispensabile per l’erogazione dell’incentivo.
La comunicazione è arrivata oggi ai sindacati, che parlano di “grande amarezza e profonda preoccupazione per il futuro”. Il mancato riconoscimento riguarda quasi tutti i Paesi in cui la multinazionale è presente, con l’eccezione di Sud America, Africa e Medio Oriente. L’azienda ha inoltre respinto la richiesta sindacale di prevedere almeno un’erogazione una tantum, spiegando che “tutte le risorse sono oggi impegnate nel tentativo di rilanciare l’azienda, di salvaguardare tutti gli stabilimenti italiani e di superare il ricorso agli ammortizzatori sociali”.
Una decisione che, pur essendo stata in qualche modo anticipata dalle precedenti comunicazioni sull’andamento dello scorso anno, pesa sui lavoratori. I sindacati ricordano come il premio abbia rappresentato negli anni una parte significativa della retribuzione e ribadiscono la preoccupazione per una fase che resta delicata per l’intero gruppo.
Il quadro si inserisce in una fase di forte difficoltà per il settore automotive europeo, alle prese con una transizione all’elettrico che, secondo Fum, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcf, sarebbe stata regolamentata con errori tali da innescare “una crisi senza precedenti”. Le organizzazioni sindacali confidano che il lavoro del nuovo amministratore delegato, Antonio Filosa, possa risollevare le sorti del gruppo, anche alla luce dei primi segnali di miglioramento colti a fine 2025.
Nel documento diffuso da Roma, le sigle chiedono a Stellantis di puntare con decisione sui modelli ibridi e di allocarli in tutte le fabbriche italiane. Allo stesso tempo sollecitano l’Unione Europea ad adottare i principi di neutralità tecnologica e di libertà di scelta dei consumatori, chiedendo l’abolizione immediata del sistema delle multe. “Le vetture ibride possono oggi rappresentare una soluzione intelligente sotto il profilo industriale, ambientale e per i consumatori, e non vi è alcuna ragione per continuare a penalizzarle a livello europeo”, si legge nella nota.
Il mancato premio arriva in un momento già segnato da incertezze per diversi siti produttivi italiani, compreso lo stabilimento di Termoli, al centro negli ultimi mesi di un dibattito legato alle prospettive industriali e alla transizione tecnologica. Al momento l’azienda ha annunciato la produzione di motori e cambi anche oltre il 2023, senza però specificare su quali modelli. L’attesa è tutta per l’annuncio del piano industriale del prossimo 21 maggio .
In Molise, dove il settore automotive rappresenta uno dei principali poli occupazionali, l’andamento del gruppo e le scelte strategiche sui modelli e sulle motorizzazioni restano determinanti per il futuro dello stabilimento e dei suoi lavoratori.


