Si lancia con l’auto a forte velocità contro il nuovo compagno della ex moglie: l’uomo si salva per un pelo, lui viene ripreso dalle telecamere
Divieto di dimora e braccialetto elettronico per l’ex marito dopo accertamenti dei carabinieri coordinati dalla Procura di Larino. Le immagini della videosorveglianza comunale incastrano l’indagato.
Succede tutto in pochi secondi, in una strada del centro di Casacalenda. Un uomo attraversa, un’auto arriva a forte velocità, poi una sterzata improvvisa verso il marciapiede. Il ‘bersaglio’, a piedi, capisce subito che non è una manovra casuale: alla guida riconosce l’ex marito della sua compagna. Per salvarsi si getta a terra, lungo il bordo della strada. È così che evita l’impatto.
Quello che poteva sembrare un gesto sconsiderato diventa rapidamente qualcosa di più grave. L’uomo si presenta alla stazione dei carabinieri e racconta tutto, ricostruendo una vicenda che – secondo la sua denuncia – va avanti dalla fine del 2024.
Da quando ha ufficializzato la relazione con la donna, dice di essere diventato bersaglio di insulti, minacce e pressioni sempre più esplicite. L’ex marito non avrebbe accettato la fine del rapporto e in più occasioni lo avrebbe “invitato” ad andarsene dal paese, arrivando anche a screditarlo davanti a conoscenti e amici. Una escalation che, col tempo, sarebbe passata dalle parole ai fatti.
Il punto di svolta è proprio quel tentato investimento. Le telecamere della videosorveglianza comunale riprendono la scena: si vede l’auto cambiare direzione all’improvviso, puntando il pedone. Un gesto che, secondo gli inquirenti, chiarisce la natura persecutoria dell’episodio. La vittima riesce a salvarsi solo grazie a un riflesso istintivo, buttandosi sul marciapiede.
Sulla base di questi elementi, i carabinieri della stazione di Casacalenda avviano subito gli accertamenti e trasmettono gli atti alla Procura della Repubblica di Larino. Nel giro di poco arriva il provvedimento: per l’indagato scatta il divieto di dimora nel Comune e il divieto di avvicinamento alla persona offesa, con applicazione del braccialetto elettronico.
La misura prevede una distanza minima di 1.000 metri, soglia introdotta dal recente intervento normativo di dicembre 2025 sul contrasto alla violenza di genere, che ha raddoppiato il limite precedente di 500 metri. Un segnale di maggiore rigidità nei casi in cui emerge un rischio concreto per l’incolumità delle vittime.
Il dispositivo viene notificato dai carabinieri del Comando provinciale di Campobasso. Da questo momento l’uomo non potrà più rientrare a Casacalenda né avvicinarsi alla persona offesa. Ogni violazione farà scattare automaticamente l’allarme attraverso il braccialetto elettronico.
È l’epilogo – almeno sul piano cautelare – di una vicenda che racconta come certe dinamiche di controllo e intimidazione possano crescere fino a trasformarsi in episodi potenzialmente fatali. In questo caso, a fare la differenza sono state le immagini delle telecamere e la tempestività della denuncia.
Le indagini proseguono per definire nel dettaglio le responsabilità penali dell’indagato. Intanto, per la vittima, arriva una prima tutela concreta: restare lontani, fisicamente e legalmente, da chi avrebbe tentato di trasformare un conflitto personale in una tragedia.


