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“Rigenerare senza operazioni di facciata”, la professoressa Bindi presenta il suo nuovo libro

Le aree interne non come luoghi di abbandono ma come spazi attraversati da persone, competenze e nuove forme di abitare. È il tema al centro dell’incontro che si è svolto lo scorso 18 febbraio nella Sala Freda del Palazzo Ducale per la prima presentazione del volume “Territori in movimento. Ri-gener-azioni in aree fragili”.

Protagonista della serata è stata Letizia Bindi, docente di Antropologia all’Università degli Studi del Molise, che ha proposto una lettura critica del concetto di rigenerazione. Dopo i saluti della consigliera comunale Graziella Vizzarri e del presidente della Pro Loco Michele Di Ridolfo, il confronto tra Vizzarri e l’autrice ha approfondito i nodi centrali del libro.

larino prof bindi

“La rigenerazione rischia di diventare una profezia che si autoavvera: dichiarare una comunità ‘rigenerata’ può rispondere a interessi specifici piuttosto che a un’autentica volontà di cambiamento inclusivo”, ha spiegato Bindi, mettendo in guardia da interventi calati dall’alto o da operazioni di facciata.

Nel dibattito si è parlato di sviluppo rurale e biodiversità, con il riferimento all’esperienza di Castel del Giudice come modello di collaborazione tra territorio e università. Ampio spazio anche al tema del welfare e della salute, con l’attenzione al senior social housing e ai servizi di prossimità come strumenti per favorire la permanenza e il ritorno nelle aree interne.

Bindi ha individuato tre pilastri per una rigenerazione autentica: la questione di genere, con il ruolo delle donne nella trasformazione dei territori; le nuove generazioni, attraverso laboratori di scambio e formazione; l’abitare consapevole, inteso come equilibrio tra appartenenza e apertura.

larino prof bindi

Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche Pasquale Di Lena, che ha richiamato la necessità di valorizzare le risorse locali contro scelte imposte dall’esterno, e il consigliere Antonio Vesce, in linea con le riflessioni emerse.

In chiusura, l’autrice ha indicato nella formazione e nella costruzione di competenze uno degli strumenti per contrastare la rassegnazione e rafforzare l’abitabilità del territorio. L’evento, patrocinato da Riabitare Italia, dal centro di ricerca Biocult e dalla Libreria Frentana, ha confermato l’attenzione della comunità larinese ai temi dello sviluppo delle aree interne.