Ricoverata da settimane al Cardarelli, il sindaco le porta abiti puliti e trova una casa per il suo cane: “Non sei sola”
2 febbraio 2026 | 18:30
Una donna di Salcito, che per un problema di salute è al Cardarelli da diverse settimane, è rimasta senza indumenti puliti e nessuno che potesse occuparsi delle sue necessità durante il lungo ricovero. Il sindaco Galli, dei volontari e alcune persone buone del paese si sono occupati di tamponare l’emergenza trovando anche una casa per il cane della paziente che rischiava di finire in un canile.
Da diverse settimane all’ospedale Cardarelli di Campobasso è ricoverata una donna di Salcito che vive sola.
Dal suo ingresso al Pronto soccorso, avvenuto all’inizio dello scorso mese di gennaio, le visite sono state rare: questa persona non ha parenti a Salcito o nei dintorni quindi si è trovata di punto in bianco con un problema di salute senza che nessuno – a parte medici e infermieri – potesse starle vicino.
Si sta occupando di lei Giovanni Galli, il sindaco del paese a pochi chilometri da Trivento, che le ha personalmente portato indumenti intimi, qualche abito di ricambio pulito, gli oggetti personali per la cura e l’igiene che erano rimasti a casa.
Il 31 gennaio scorso il primo cittadino ha voluto tranquillizzare la sua comunità e gli amici della paziente scrivendo, in un post sui social, che sta meglio rispetto al giorno del ricovero e che “ha deciso di fare un percorso di vita che, mi auguro, la riporti a Salcito il prima possibile”.
La donna, per la quale l’Amministrazione Galli si è mobilitata, non è un caso isolato. Tanto che il sindaco nei suoi ringraziamenti pubblici per il sostegno giunto da più parti (compreso quello di chi ha lavato gli abiti per riportali puliti in reparto) ha parlato di alcuni precedenti, quattro nella sola Salcito dal 2018 a oggi, dove le persone sole e bisognose sembrano essere dimenticate quando finiscono in ospedale per un problema di salute.
Galli parla di buco normativo, “una falla sociale che di certo non resterà silenziosa, avendo personalmente già contattato alcune associazioni che si occupano di violenza e solitudine sociale. Questa zona d’ombra c’è nel momento in cui una persona viene portata in ospedale e a quel punto sembra che la società che noi conosciamo scompaia del tutto. Se la persona è fortunata, ha parenti e amici che possano portare conforto così come già danno in ospedale medici e infermieri, ma nel caso di persone sole, i vestiti puliti chi li porta? Se abbiamo bisogno in ospedale (in qualsiasi reparto) di un qualsiasi prodotto che sia di igiene intima fino ad un possibile bene di necessità chi se ne occupa? Può sembrare un problema da poco, ma posso testimoniare personalmente che non c’è assolutamente nessuno a parte il sindaco, i volontari e le persone buone del paese”.
Per di più nel caso di specie c’era anche la presenza di un cane di proprietà della donna ricoverata che sarebbe certamente finito in un canile se, sempre Galli e la sua squadra di eroi invisibili, non gli avesse trovato una sistemazione confortevole.
“Vivere in una piccola comunità – ha scritto Galli – significa non essere mai soli come, purtroppo, può accadere nelle grandi città e avere sempre persone che si prodigano per il prossimo, senza volere nulla in cambio, se non altro perché cresciuti insieme o perché facciamo tutti parte di una grande comunità”.
Sabina, Danilo, Roberta, Cecilia Matilde, Annamaria, l’avv. Giovanni Santoro, Mariassunta dei Servizi Sociali, il Rifugio degli Angeli, i volontari dell’associazione Ugda sono alcune delle persone normali e straordinarie che animano la comunità di Salcito e che hanno teso una mano nonostante quel vuoto normativo. Un buco che c’è ogni giorno, per chissà quante persone sole per le quali un pacco di assorbenti, uno spazzolino da denti o un paio di calzini puliti può fare la differenza, può farli sentire parte di quella comunità che ora attende il loro ritorno.
E per quanto possa sembrare singolare ai sindaci capita di dover fare anche questo. Galli è una figura di riferimento nella sua comunità e con poche risorse economiche e tanta dedizione (assumendosi responsabilità talvolta enormi) gestisce emergenze come questa combattendo in prima linea la sua battaglia contro lo spopolamento (è a sua volta un giovane che è tornato in paese dalla grande città) in virtù di quel tacito patto di solidarietà che ha stretto con la fascia tricolore.



