La ‘pesca dei rifiuti’ è solo il primo passo: a Termoli il polo di innovazione nazionale per la ricerca marina
Il progetto SeaTrace compie un passo avanti e guarda già al futuro della ricerca marina in Molise. Durante il briefing a bordo della motonave Zenit, l’imprenditore termolese di Innovation Sea Domenico Guidotti ha presentato la nuova idea di un polo di innovazione nazionale per la ricerca marina e ambientale da realizzare nei pressi del porto turistico Marina di San Pietro di Termoli.
Il progetto è ancora in fase preliminare e in attesa delle necessarie autorizzazioni, ma l’iniziativa ha già raccolto apprezzamenti tra istituzioni e operatori presenti all’incontro, inserendosi nel solco del progetto pilota SeaTrace dedicato alla gestione dei rifiuti accidentalmente pescati.
Il centro immaginato da Guidotti punta a mettere in rete più atenei, tra cui l’Università Oceanografica di Napoli, l’Università Politecnica delle Marche e l’Università del Molise, con la possibilità di ulteriori adesioni. L’obiettivo è creare a Termoli un hub dedicato alla ricerca marina, al monitoraggio ambientale e allo sviluppo di tecnologie legate al mare.

Nel dettaglio, il polo dovrebbe ospitare attività di educazione ambientale con una sala studenti, laboratori e percorsi di apprendimento e osservazione sul campo. Previsto anche un centro di prototipaggio per lo sviluppo di strumenti per il monitoraggio ambientale, soluzioni legate alle energie alternative del mare, progetti di ricerca marina e iniziative di archeologia subacquea.
Durante il briefing, il comandante della Capitaneria di porto di Termoli Giuseppe Panico ha espresso apprezzamento per l’iniziativa sottolineando che l’auspicio è che il progetto, partito dal porto adriatico, possa coinvolgere progressivamente l’intero ceto peschereccio e allargarsi su scala nazionale. Panico ha evidenziato anche il valore del coinvolgimento di partner privati e associazioni come Marevivo.
Sulla stessa linea l’assessore regionale al Demanio e Sistema idrico integrato Michele Marone, che ha collegato SeaTrace all’attuazione della legge “Salva mare”, definendolo un modello innovativo di gestione dei rifiuti accidentalmente pescati. Marone ha ricordato che è già stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra i proponenti, il Comune di Termoli e l’autorità portuale e ha riferito dei contatti avuti con il viceministro all’Ambiente Vannia Gava e con il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, che hanno condiviso l’impostazione del progetto.
Un contributo al futuro polo è stato annunciato anche dalla società Tree Block, che ha parlato di un’opportunità per avvicinare le nuove generazioni alle tematiche ambientali e alla ricerca.

Nel suo intervento Guidotti ha ringraziato l’Autorità portuale per il supporto e ha spiegato che il polo di innovazione nazionale per la ricerca marina a Termoli è attualmente nella fase di acquisizione dei pareri necessari. “Oggi presentiamo un nuovo progetto, il polo innovativo, che attende gli ultimi pareri ma contiamo di partire l’anno prossimo”, ha affermato, ribadendo la volontà di sviluppare attività utili alla ricerca marina, al monitoraggio ambientale e alla realizzazione di prototipi legati anche alle energie alternative del mare.
A sottolineare la rapidità del percorso è stato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale Francesco Mastro, che ha ricordato come a un mese dalla firma del protocollo si sia già passati alle prime attività operative. Mastro ha inoltre invitato a estendere il modello ad altri porti italiani, indicando Termoli come punto di partenza di un’esperienza che potrebbe avere una dimensione nazionale.

