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Piero Castrataro sulle barricate: “Non chiuderete l’Emodinamica di Isernia con alibi costruiti”

Il sindaco, da due mesi in tenda davanti al Veneziale, attacca il POS 2026-2028: “Se colpiscono Isernia è una scelta tecnicamente inspiegabile”. Nel mirino anche il Punto nascita e il declassamento del Caracciolo di Agnone.

Piero Castrataro, da due mesi in tenda davanti all’ospedale Veneziale per difendere la sanità pubblica della sua città, legge la bozza del Programma operativo 2026-2028 e parla di “alibi costruiti ad arte” e di “ritardi gestionali” che non possono diventare il pretesto per nuovi tagli.

Il punto più delicato è l’Emodinamica. Il Piano prevede la cessazione di uno dei due laboratori tra Isernia e Termoli entro dicembre 2026. E se la scelta dovesse ricadere sul Veneziale, il sindaco non usa mezze parole: “Saremmo di fronte a una decisione tecnicamente inspiegabile”.

Castrataro richiama i numeri: maggiori volumi di attività, un tasso di mortalità inferiore, un bacino di circa 80 mila abitanti, con pazienti anche dalle regioni limitrofe. E aggiunge un dettaglio che pesa: il laboratorio è fermo dall’8 dicembre non per carenze cliniche, ma perché l’angiografo – previsto da mesi – non è ancora entrato in funzione. “È inaccettabile che una inefficienza amministrativa venga usata come grimaldello per lo smantellamento di un’eccellenza”.

Lo stesso schema, secondo il sindaco, si ripropone per i Punti nascita. Entro il 15 marzo un decreto commissariale dovrà sancire la chiusura di almeno uno tra Isernia e Termoli. Castrataro ricorda che il Tavolo tecnico romano aveva indicato il Punto nascita del Veneziale come oggetto di deroga, quindi da salvaguardare. “Non accetteremo statistiche al ribasso”, avverte, respingendo l’idea di una competizione tra territori. “Non è una guerra tra poveri, ma la richiesta di una programmazione fondata su dati oggettivi”.

Nel mirino finisce anche il declassamento dell’ospedale Caracciolo di Agnone, definito “un colpo mortale alle aree di montagna”. Per Castrataro la salute dei cittadini della provincia di Isernia “non è una variabile di aggiustamento contabile né una pedina di tornaconto politico”.

L’accusa è netta: “Sembra uno scippo programmato, basato sul togliere ossigeno ai reparti per poi dichiararne il decesso clinico”. E la promessa è altrettanto chiara: “Non resteremo a guardare. Difenderemo ogni singolo reparto in ogni sede opportuna”.

La tenda davanti al Veneziale non è più solo un simbolo. È diventata la postazione di una battaglia che ora entra nella fase più delicata.