Mezzo Molise senza giornali e riviste: al tavolo in Prefettura anche la Regione vuole vederci chiaro
Dai primi di gennaio, col ritorno in regime di monopolo dell’attuale distributore regionale dell’informazione cartacea, sono decine i paesi, specie nelle aree interne e di montagne, in cui non arrivano più giornali e riviste. “E’ un problema di costi insostenibili a fronte delle poche copie vendute”, ma editori, giornalisti e sindacato spingono affinché la logica dei numeri non prevalga sul diritto all’informazione. Sulle condizioni applicate, i contratti e le aree di competenza la Regione Molise pretende trasparenza e ha preso impegni per contattare i tre principali player del settore alla ricerca di una soluzione condivisa.
Non c’è ancora una soluzione per la progressiva chiusura delle edicole in Molise. E con la distribuzione dei giornali e delle riviste dal 1 gennaio in regime di monopolio la situazione è ulteriormente peggiorata, intaccando quel diritto, costituzionalmente garantito, all’informazione che in una regione dai piccoli numeri come la nostra sta subendo un contraccolpo pari a quello della sanità.
L’argomento è stato al centro della riunione convocata stamane in Prefettura, a Campobasso, dove si sono seduti attorno al tavolo il sindacato dei giornalisti Assostampa Molise (Giuseppe Di Pietro), l’Ordine dei giornalisti (Vincenzo Cimino), la Federazione degli editori Fieg (Andrea Baroni in rappresentanza delle distribuzioni locali), un paio di edicolanti, la Regione Molise (col dirigente Gaspare Tocci e l’assessore alle Attività produttive Andrea Di Lucente) e il distributore regionale (Ferdinando Ciccarelli).
Il problema principale è di natura economica: il distributore non trova conveniente servire determinate aree e e paesi del Molise. I suoi margini di guadagno sarebbero scarsi, quotidiani e periodici non rendono abbastanza perché se ne vendono troppo pochi e così diverse edicole e punti vendita sono rimasti senza giornali. Le aree interne e quelle di montagna sono le più colpite. A detta del distributore (oggi l’unico a portare informazione cartacea in Molise) le vendite scarse e la conformazione del territorio non fanno che aumentare i costi senza che ci sia un ritorno in termini di copie vendute.
Ma quello della scarsa resa non è l’unico nodo venuto al pettine durante la riunione: diverse sarebbero state le segnalazioni di edicolanti che riferiscono disservizi da parte del distributore, mail a cui non giungono risposte, pretese di anticipi. Per Di Pietro (Assostampa) “è impensabile credere di poter lucrare in ogni zona della regione, bisognerebbe, con buonsenso, cercare un equilibrio, del resto è un tema di rilevanza costituzionale e c’è un problema di disparità se non diamo a tutti i cittadini la possibilità di leggere riviste e quotidiani”.
E sono effettivamente numeri preoccupanti quelli citati stamane in Prefettura dal presidente Cimino (Ordine giornalisti Molise) il quale ha ricordato come “sulle 93 edicole servite dal distributore (su 136 comuni del Molise) circa la metà dei paesi non riceve giornali”.
Di fronte a questo scenario l’assessore Di Lucente ha voluto prendere del tempo per capire come stanno le cose e soprattutto si è riservato di contattare i tre grandi player della distribuzione anche per studiare come funzionano altrove i contratti, le aree di competenza, i compensi e più in generale per esaminare i rapporti commerciali e la legittimità di certe richieste.
E’ molto probabile, quindi, che ci saranno altri tavoli e riunioni per non lasciare senza giornali e riviste mezzo Molise.


