Logo
Il nuovo Piano Operativo dei commissari: taglio di una emodinamica, chiusura di un punto nascita e Agnone declassato a ospedale di comunità

Approvato al fotofinish il Piano operativo sanitario per non perdere 90 milioni di euro. Prevista la progressiva cessazione di un laboratorio di emodinamica, la chiusura di almeno uno tra i punti nascita di Termoli e Isernia e la riconversione definitiva del Caracciolo di Agnone.

Il Piano operativo sanitario 2026-2028 è stato adottato dalla struttura commissariale e sarà trasmesso ai Ministeri della Salute e dell’Economia entro la scadenza di domani, 28 febbraio, passaggio indispensabile per garantire al Molise l’accesso ai 90 milioni di euro destinati alla copertura delle perdite pregresse della sanità regionale. I tecnici ministeriali avranno trenta giorni per formulare eventuali osservazioni, che saranno vincolanti. La struttura commissariale dovrà adeguarsi entro il 30 aprile.

Il documento, firmato dal commissario ad acta Marco Bonamico e dal subcommissario Ulisse Di Giacomo, si inserisce nel solco del Piano di rientro e lega la riorganizzazione della rete ospedaliera agli standard nazionali del DM 70 e alla sostenibilità economica. Le scelte contenute nel POS incidono in modo diretto sui reparti tempo-dipendenti e sull’assetto dei presìdi.

Campobasso hub, Isernia e Termoli spoke

Il Cardarelli di Campobasso, con 328 posti letto, resta il centro hub regionale per le reti tempo-dipendenti: infarto, ictus e trauma. Qui sono concentrate le funzioni di riferimento e resta attiva l’emodinamica h24.

Il San Timoteo di Termoli mantiene 152 posti letto e la funzione di spoke, così come il Veneziale di Isernia, che conta 163 posti letto. Non sono previste chiusure dei tre presìdi principali, ma il riordino riguarda servizi e reparti chiave.

Emodinamica: prevista la cessazione di un laboratorio

Il capitolo più delicato è quello della Rete IMA. L’attuale assetto prevede tre emodinamiche operative – Campobasso, Termoli e Isernia – tutte dotate di UTIC. Il Piano dispone il riordino complessivo della rete, con il supporto tecnico di Agenas, e introduce un passaggio esplicito: la definizione di un cronoprogramma per la “progressiva cessazione dell’attività del laboratorio di emodinamica in esubero”.

Non viene indicato quale presidio sarà interessato, se Termoli o Isernia, ma è prevista la riduzione delle sale attive per riallineare l’offerta agli standard nazionali, che fissano soglie minime di attività per garantire qualità e sicurezza.

Punti nascita: chiusura di almeno uno tra Termoli e Isernia

Anche la rete materno-infantile è destinata a cambiare. Il POS stabilisce che il riordino dovrà prevedere la chiusura di almeno uno dei due punti nascita sotto soglia, individuati in Termoli e Isernia.

Il testo non indica neanche in questo caso quale sarà soppresso. Il quadro tecnico evidenzia che per Isernia è stata concessa una deroga ministeriale, mentre su Termoli in passato è stato espresso parere negativo. I dati mostrano un trend delle nascite in crescita nella città costiera e una flessione a Isernia, ma la decisione finale sarà legata alla valutazione complessiva degli standard strutturali, organizzativi e numerici. Campobasso, con Terapia intensiva neonatale, resta riferimento regionale.

Rete ictus

Diversa l’impostazione per la Rete Ictus. Il Cardarelli consolida il ruolo di hub con Stroke Unit destinata a qualificarsi come centro di secondo livello entro il 2028, grazie al potenziamento della neuroradiologia interventistica. Isernia e Termoli mantengono la funzione di spoke.

Il Piano prevede inoltre un coordinamento regionale formale e l’integrazione con le strutture private accreditate ad alta specialità per la gestione dei casi complessi, in particolare per la neurochirurgia, con l’obiettivo dichiarato di garantire continuità terapeutica senza duplicazioni di servizi.

Agnone verso la riconversione definitiva

È confermata la riconversione dell’ospedale Caracciolo di Agnone in Ospedale di Comunità, con mantenimento del Punto di primo intervento. Il presidio perde definitivamente lo status di ospedale per acuti e viene orientato verso attività a bassa intensità assistenziale.

Equilibrio finanziario e verifica ministeriale

Il POS 2026-2028 è condizione necessaria per l’accesso alle risorse statali e rappresenta un passaggio obbligato nel percorso di risanamento. I Tavoli ministeriali valuteranno il documento entro fine marzo e potranno imporre prescrizioni vincolanti.

Il Piano arriva dopo mesi di battaglie istituzionali, richieste di confronto e appelli dei territori. La struttura commissariale ha comunque proceduto all’adozione del documento, rispettando la scadenza e fissando un riordino che interviene sui nodi più sensibili della sanità molisana: emergenza cardiologica, punti nascita e presìdi periferici. Ora la decisione passa a Roma.