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Il MACTE entra nel Piano Immobili: la rigenerazione di Termoli passa anche dall’arte

Firmata la convenzione tra Agenzia del Demanio e Fondazione MACTE. Il museo di arte contemporanea entra ufficialmente nel percorso che ridisegna l’ex Nautico, il waterfront, le aree retroportuali e gli edifici pubblici della città. Un passaggio che sposta il Piano Città dal livello istituzionale a quello culturale.

Il Piano Città degli immobili pubblici di Termoli compie un passo che va oltre la burocrazia e le firme istituzionali. Oggi, 26 febbraio, l’Agenzia del Demanio ha sottoscritto una convenzione con la Fondazione MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli. Non è soltanto un accordo formale: è l’ingresso ufficiale del principale presidio culturale cittadino dentro il progetto che punta a ridisegnare il volto urbano della città.

La firma tra il direttore regionale del Demanio, Caterina Micossi, e il presidente della Fondazione, Paolo De Matteis Larivera, si inserisce nel solco del Piano Città siglato il 23 dicembre scorso nella sala consiliare del Comune. In quell’occasione Comune, Regione, Demanio e Direzione Marittima avevano messo insieme un primo portafoglio di beni pubblici – statali e comunali – con l’obiettivo dichiarato di smettere di considerare quegli immobili come problemi da gestire e iniziare a pensarli come opportunità da costruire.

Dentro quel perimetro ci sono pezzi cruciali della geografia urbana di Termoli: l’ex Istituto Nautico chiuso dal 2008, le aree di Rio Vivo e Termoli Nord, le zone retroportuali, la Capitaneria di Porto, l’ex Caserma DICAT lungo via Fratelli Brigida, l’area di via Firenze, l’ex Caserma dei Carabinieri e persino l’area ASPI. Tutti inseriti in un disegno che prova a collegare lungomare, porto e centro storico in una visione unica di città.

L’idea, almeno sulla carta, è quella di ricucire Termoli e trasformare spazi oggi marginali o inutilizzati in luoghi vivi: completare l’asse ciclopedonale costiero tra nord e sud, restituire funzioni culturali all’ex DICAT, ripensare le aree dietro al porto, e soprattutto dare un futuro all’ex Nautico, destinato a diventare teatro e polo culturale con biblioteca, spazi per startup e laboratori per i giovani.

È proprio qui che entra in gioco il MACTE. La convenzione firmata oggi punta a modelli innovativi di valorizzazione, di partenariato pubblico-privato, di progettualità integrate tra patrimonio immobiliare e patrimonio culturale. Ma, al di là del linguaggio tecnico, il punto è che l’arte contemporanea e il museo cittadino diventano parte attiva del processo di rigenerazione urbana.

Piano degli immobili TermoliPiano degli immobili TermoliPiano degli immobili TermoliPiano degli immobili TermoliPiano degli immobili Termoli

Il lavoro sarà coordinato da un Tavolo tecnico operativo tra Demanio e Fondazione. L’obiettivo dichiarato è sviluppare progetti capaci di generare valore culturale, sociale ed economico. In una città dove molti immobili pubblici sono rimasti chiusi per anni, il passaggio non è secondario. Perché riqualificare un edificio non significa solo intervenire sulle strutture, ma decidere cosa farne, come gestirlo, quale identità attribuirgli.

Il Piano Città, finora, è stato raccontato soprattutto come un accordo tra enti. Con questa convenzione, si aggiunge un tassello che riguarda direttamente la vita culturale della città. Il MACTE non è un soggetto esterno, perché è uno dei pochi luoghi in cui Termoli ha già sperimentato negli ultimi anni una dimensione contemporanea, capace di dialogare con il territorio ma anche con reti nazionali.

Ora la sfida è vedere come questa collaborazione inciderà concretamente sui progetti in corso. A partire dall’ex Nautico, simbolo dell’abbandono per quasi diciotto anni e oggi al centro di un’ipotesi di trasformazione radicale, ma anche sugli altri immobili inseriti nel Piano, che finora sono rimasti soprattutto oggetto di programmazione.

La rigenerazione urbana di Termoli, se dovrà essere qualcosa di più di una serie di cantieri, passa anche da qui: dalla capacità di dare contenuti agli spazi e di trasformare edifici chiusi in luoghi riconoscibili, frequentati, vissuti.

Macrte agenzia demanio

La firma della convenzione  con Paolo  Larivera (Presidente e fondatore della Fondazione Macte) e Caterina Micossi  (Direttore regionale Abruzzo e Molise Agenzia del Demanio)

La convenzione parla esplicitamente di “rigenerazione partecipata” e di coinvolgimento del territorio. L’Agenzia del Demanio sottolinea che l’obiettivo è sviluppare modelli sostenibili e condivisi di valorizzazione, capaci di mettere in relazione patrimonio immobiliare pubblico e tessuto culturale locale. Le attività saranno coordinate da un Tavolo tecnico operativo tra Demanio e MACTE, chiamato a tradurre in progetti concreti questa collaborazione.