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Funivie Molise, UILTrasporti attacca: “Non è più tempo di nomine, Campitello è un disastro silenzioso”

Dopo la rinuncia di Di Giovine, il sindacato interviene sulla crisi della partecipata regionale: “Impianti con stagioni sempre più brevi, lavoratori precari, flussi turistici in calo. Serve una visione industriale e un piano pluriennale”.

Non solo il caso nomine. Attorno a Funivie Molise S.p.A. si addensa ora anche la denuncia sindacale. Dopo la rinuncia di Francesco Di Giovine alla guida della società (partecipata al 96% dalla Regione), la UILTrasporti Molise interviene con una nota dai toni netti e preoccupati, spostando il focus dalla polemica politica alla situazione concreta di Campitello Matese.

“La UILTrasporti Molise esprime forte preoccupazione per quanto sta accadendo ai vertici di Funivie Molise”, scrive il sindacato. “Mentre assistiamo all’ennesimo avvicendamento alla guida della società, con un continuo riaprirsi del ‘caso nomine’, sul territorio la situazione reale resta drammatica. A pagarne le conseguenze sono, ancora una volta, i lavoratori e un’intera area che continua a vivere in una condizione di incertezza strutturale”.

Secondo il segretario generale Nicola Gabriele Scafa, a Campitello “si consuma un disastro silenzioso ma evidente”: impianti a fune con stagioni sempre più brevi, contratti precari e di durata ridotta, prospettive occupazionali fragili. Una crisi che, sottolinea il sindacato, non può essere spiegata solo con la carenza di neve.

“Il problema è ben più profondo e strutturale: il flusso turistico è in costante diminuzione, frutto di anni di assenza di programmazione, di investimenti insufficienti e di una visione strategica mai realmente consolidata. Campitello non è oggi il fiore all’occhiello della regione che potrebbe e dovrebbe essere, pur avendo tutte le carte in regola – patrimonio naturalistico, posizione geografica, potenzialità sportive e ambientali – per diventarlo”.

La UILTrasporti parla apertamente di un cambio di paradigma necessario. Per troppo tempo, si legge nella nota, la località sarebbe stata considerata “un costo da contenere e non un investimento su cui puntare”, senza una strategia integrata capace di generare attrattività, destagionalizzazione e occupazione stabile.

Da qui la richiesta di una “visione industriale chiara”, di una governance stabile e competente e di un piano pluriennale di rilancio che metta al centro la tutela e la stabilizzazione dei lavoratori, investimenti infrastrutturali e tecnologici sugli impianti, una strategia turistica moderna e sostenibile e l’inserimento dell’area in un progetto più ampio di sviluppo regionale.

“Non è più tempo di nomine e contro-nomine. È il momento delle scelte strutturali e della responsabilità politica”, conclude Scafa, assicurando che il sindacato continuerà a vigilare e a sostenere i lavoratori del comparto.

La crisi della governance si intreccia con quella d’impresa. E mentre la Regione è chiamata a individuare un nuovo amministratore unico dopo la rinuncia formalizzata nei giorni scorsi, sul Matese resta aperta una questione più ampia: se Campitello debba essere gestita come un problema stagionale o come una vera leva di sviluppo economico per l’intero Molise.