Piano di risanamento della montagna
|Funivie Molise, la Giunta regionale sceglie Di Giovine che però è fuori dalla lista degli idonei e ha anche una possibile incompatibilità
La Giunta regionale ha designato l’ex consigliere comunale di Termoli Francesco Di Giovine amministratore unico di Funivie Molise, ma il suo nome non compare nell’elenco dei candidati ritenuti idonei dalla stessa Regione nel 2024. Il consigliere M5S Angelo Primiani parla di scelta opaca e annuncia un’interrogazione in Consiglio. Sullo sfondo anche una possibile incompatibilità legata al Nucleo di valutazione dei dirigenti regionali.
Con la delibera del 3 febbraio 2026, la Regione Molise ha designato Francesco Di Giovine amministratore unico di Funivie Molise S.p.A., società partecipata al 96,09% dall’ente regionale e attualmente in concordato preventivo in continuità aziendale. Una nomina che arriva insieme all’approvazione degli indirizzi sul piano di risanamento, in una fase particolarmente delicata per l’azienda, chiamata a ricostruire equilibrio finanziario e prospettive operative dopo anni di difficoltà. D’altronde a Campitello Matese, una delle due località sciistiche del Molise (l’altra è Capracotta, dove si pratica però lo sci di fondo) anche quest’anno si stenta a decollare, e non solo perché manca la materia prima e quindi la neve.

Ma in questo caso il punto è un altro, ed è più politico, E’ stato sollevato dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani, unico a dire qualcosa: Di Giovine non risulta nell’elenco dei soggetti ritenuti idonei, formato dalla Regione nel 2024 attraverso un avviso pubblico e formalizzato con apposite determinazioni dirigenziali. Un elenco che la stessa delibera di Giunta richiama nel documento istruttorio, ma che nei fatti viene superato senza alcuna motivazione esplicita. Una barzelletta, sul piano del rispetto della burocrazia istituzionale, che però è passata senza colpo ferire.
“La questione è semplice – osserva Primiani – anche qualora non emergessero vizi procedurali, resta intatta quella dell’opportunità politica: perché pescare un nome fuori da quella lista? E con quali requisiti ed esperienze specifiche, considerando la complessità della gestione di una partecipata in concordato?”.
Di Giovine, già consigliere comunale a Termoli nell’area del centrodestra moderato, è amministratore di condominio e direttore della Net Italia Srl, società attiva nella gestione di complessi condominiali e centri commerciali. Subentra a Fausto Parente, il cui mandato era scaduto a fine 2025, con un incarico fissato fino al 30 giugno 2026 e un compenso annuo omnicomprensivo di 15 mila euro.
Ma per Primiani la nomina non può essere archiviata come un semplice avvicendamento. Insieme ai colleghi Roberto Gravina e Andrea Greco, il consigliere M5S annuncia che porterà la questione in Consiglio regionale, chiedendo al presidente Francesco Roberti e alla Giunta di chiarire pubblicamente i criteri adottati e, soprattutto, di fornire dati aggiornati sulla reale situazione economica della società.

Le domande che il Movimento 5 Stelle intende porre in Aula sono dirette: a quanto ammontano oggi i debiti residui di Funivie Molise? Qual è la consistenza attuale del patrimonio? Quali misure sono state messe in campo finora per il risanamento e con quali risultati concreti? Interrogativi che toccano non solo la governance della partecipata, ma anche l’impatto potenziale sulle finanze pubbliche e sul comparto della montagna molisana, territorio fragile che richiederebbe – secondo Primiani – programmazione, competenza e continuità amministrativa, non scelte percepite come opache.
C’è poi un ulteriore profilo che rende la vicenda ancora più sensibile. “Stando alle prime ricostruzioni – aggiunge Primiani – Di Giovine sarebbe componente del Nucleo di valutazione dei dirigenti regionali”. Una circostanza che, se confermata, lo collocherebbe in una posizione di possibile incompatibilità nel rapporto tra controllore e controllato, con riferimento diretto alla legge regionale 16/2002: da un lato la valutazione delle performance dei dirigenti della Regione, dall’altro la guida di una società partecipata sottoposta agli stessi apparati amministrativi. Un corto circuito istituzionale che, per il M5S, andrebbe chiarito senza ambiguità.
Nella delibera regionale, l’efficacia della designazione è subordinata alla presentazione di un’autodichiarazione sul possesso dei requisiti di legge e sull’assenza di cause di inconferibilità o incompatibilità. Ma resta il dato: la scelta dell’amministratore unico è avvenuta al di fuori dell’elenco degli idonei predisposto dalla stessa Regione, senza una motivazione pubblica che spieghi perché quel percorso sia stato accantonato.
“La trasparenza non è uno slogan: è un dovere – conclude Primiani –. Su partecipate, nomine e conti pubblici non devono esserci scorciatoie e i molisani hanno il diritto di sapere”. Nessuna risposta, al momento. Nemmeno dal diretto interessato, che non siamo riusciti a raggiungere in alcun modo. Sarebbe stato quantomeno interessante sapere cosa pensa di questa nomina che sembra essergli piovuta addosso senza che lui abbia fatto domanda.


