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Funivie Molise, Di Giovine rinuncia all’incarico: si riapre il caso nomine in Regione

L’ex consigliere comunale di Termoli conferma a Primonumero di aver formalmente rinunciato alla guida della partecipata in concordato. “Non per incompatibilità”. Il M5S attacca: “Gestione approssimativa”. Ora la Regione dovrà ripartire da capo.

A meno di tre settimane dalla designazione, si torna al punto di partenza. Funivie Molise S.p.A. resta senza amministratore unico dopo la rinuncia formale di Francesco Di Giovine, nominato con delibera di Giunta del 3 febbraio scorso.

La conferma arriva direttamente dall’interessato, contattato da Primonumero: “Ho rinunciato all’incarico, ma non a causa di incompatibilità. Sarebbe bastato rimuoverla, se mai ci fosse stata”. Una precisazione che arriva mentre, nelle stesse ore, circolano ricostruzioni politiche diverse.

La società partecipata al 96,09% dalla Regione e attualmente in concordato preventivo in continuità aziendale si ritrova così nuovamente senza guida in una fase delicata, segnata dal piano di risanamento e dalla necessità di rimettere ordine nei conti e nelle prospettive operative della stazione di Campitello Matese.

La nomina di Di Giovine – ex consigliere comunale a Termoli nell’area del centrodestra moderato – era stata subito contestata dal Movimento 5 Stelle. Il consigliere regionale Angelo Primiani aveva sollevato due questioni: l’assenza del nominato dall’elenco degli idonei predisposto dalla Regione nel 2024 tramite avviso pubblico e un presunto profilo di incompatibilità legato ad altro incarico regionale.

Con la rinuncia di Di Giovine ci si trova davanti “all’ennesimo esempio di gestione approssimativa da parte di questa Giunta regionale – dichiara Primiani – Spero che, nella prossima assemblea, venga individuato il profilo migliore, privilegiando valutazioni sulle competenze professionali per rilanciare il turismo del settore”.

Resta ora da capire quali saranno le prossime mosse della Giunta guidata dal presidente  Roberti. La designazione, avvenuta al di fuori dell’elenco degli idonei senza una motivazione pubblica esplicita, aveva già acceso un caso politico. La rinuncia riapre completamente la partita.

Per la partecipata regionale si tratta dell’ennesimo stop in una stagione complessa, non solo dal punto di vista climatico ma anche amministrativo. Campitello fatica a riposizionarsi nel mercato turistico invernale, e ora la governance torna al centro di un nodo da sciogliere che crea imbarazzo per una nomina fatta al di fuori dell’elenco degli idonei che ha individuato una persona che ha rinunciato pure all’incarico.