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Edilizia convenzionata, i piccoli volumi battono i vecchi ‘casermoni’. In zona ospedale 22 appartamenti venduti sulla carta già da un anno

Tutti venduti da un anno i 22 appartamenti di edilizia convenzionata nella zona dell’ospedale di Termoli. Prime consegne tra marzo 2025 e il 2027.

A Termoli l’edilizia sociale non resta invenduta. Anzi. In una zona ben servita, a ridosso dell’ospedale San Timoteo e a poca distanza dal centro, tre nuove palazzine hanno preso forma: due da otto appartamenti e una da sei, per un totale di 22 alloggi. Sono già tutti assegnati. Le vendite – di fatto – si sono chiuse circa un anno fa, come ci conferma il direttore dei lavori l’ingegnere Ernesto Storto,  che con lo studio tecnico Storto ha curato la progettazione,  e che – in questo caso – è anche costruttore con l’impresa alla quale è stato appaltato l’intervento, Merlino Costruzioni srl.

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Il dato colpisce perché va oltre il singolo cantiere. L’edilizia convenzionata, soggetta a limiti di reddito e a prezzi calmierati, in questo caso ha trovato acquirenti senza difficoltà. Non è soltanto una questione di costo, che peraltro non è irrisorio visto che si arriva a una media di circa 200 mila euro per appartamento. Una cifra competitiva per il mercato termolese, dove il nuovo viaggia spesso su valori più alti, ma comunque impegnativa per molte famiglie. E qui emerge un primo paradosso: il prezzo è calmierato, ma l’accesso non è per niente semplice, perché ai requisiti economici si sommano i vincoli previsti dalla convenzione.

A fare la differenza, anche nel confronto con altri interventi convenzionati più assimilabili a edilizia popolare che a residenziale di fascia intermedia, sembra essere la tipologia dell’offerta. Piccoli condomini, volumi contenuti, inseriti in un contesto urbano già servito e vicino ai principali servizi cittadini. Non un grande blocco compatto, ma edifici di dimensioni ridotte che restituiscono un’idea di abitare più raccolto. Una formula che intercetta una domanda precisa: nuclei familiari con redditi compatibili con la convenzione, ma che non cercano soltanto un prezzo più basso, bensì una qualità costruttiva adeguata e un contesto abitativo percepito come ordinato e non impersonale. In una città dove il mercato resta dinamico, anche l’edilizia calmierata sembra premiare la forma, non solo il costo.

La prima palazzina, quella da sei appartamenti, sarà consegnata tra fine marzo e inizio aprile 2026. La prima delle due da otto è prevista per la fine dell’anno in corso, l’ultima nell’estate del 2027. Tempi scaglionati, quindi, ma vendite concluse con grande anticipo. In un mercato dove in altre realtà molisane l’edilizia convenzionata fatica a collocarsi, qui la risposta è stata immediata.

È un segnale che conferma una dinamica già evidente: a Termoli la domanda abitativa resta alta. Anche nel segmento calmierato. E sembra premiare soluzioni meno impattanti rispetto ai grandi blocchi residenziali del passato. I “casermoni” non sono più un modello attrattivo, soprattutto in una città dove il tessuto urbano è cresciuto per addizioni successive tra quartieri residenziali, servizi e nuove centralità.

La zona in cui sorgono le palazzine è destinata a diventare ancora più significativa sul piano sociale. Nelle vicinanze è previsto il Centro Laudato Sii, il cosiddetto villaggio per il “dopo di noi”, una delle operazioni più ambiziose sul fronte dell’assistenza alle persone con disabilità. Il progetto, ideato dalla diocesi e sostenuto dall’ex vescovo Gianfranco De Luca, prevede un finanziamento Fesr di 2,8 milioni di euro. Il Comune contribuirà alla realizzazione della struttura, che resterà nella disponibilità dell’ente pubblico e sarà poi concessa in comodato d’uso gratuito alla Fondazione Gesù e Maria.

Proprio il passaggio attraverso la convenzione tra Regione e Comune per l’utilizzo dei fondi europei comporta però una modifica sostanziale dell’iter: l’intervento diventerà a tutti gli effetti un’opera pubblica, con la necessità di procedere tramite gara e non più attraverso affidamento diretto privato. I lavori, al momento, non sono ancora partiti.

Così, in pochi metri quadrati di città, si intrecciano due traiettorie: da una parte l’edilizia sociale che trova mercato e consolida la vocazione residenziale dell’area; dall’altra un progetto di welfare che attende di superare i passaggi amministrativi per diventare realtà. Un pezzo di Termoli che cresce, non solo in altezza, ma nella stratificazione delle sue funzioni.