Campobasso
|“Senza consenso è stupro”: domenica 15 febbraio Donne Dem in piazza
Le Donne Democratiche del Molise scendono in piazza domenica 15 febbraio alle ore 11 in Piazza Vittorio Emanuele a Campobasso per ribadire un principio definito “non negoziabile”: senza consenso libero e attuale è stupro. La Conferenza regionale delle Donne Democratiche aderisce all’iniziativa in risposta alla proposta di modifica delle norme sulla violenza sessuale che sostituirebbe il consenso con il dissenso.
Secondo la Conferenza, si tratta di un passaggio che rappresenterebbe “un grave arretramento civile e giuridico”, con il rischio di riaprire la strada alla colpevolizzazione delle vittime e di indebolire la tutela dell’autodeterminazione delle donne.
«Il consenso – dichiara Manuela Vigilante, portavoce regionale della Conferenza delle Donne Democratiche del Molise – è il fondamento di una cultura giuridica che riconosce la libertà delle persone e attribuisce la responsabilità della violenza a chi la compie. Metterlo in discussione significa tradire gli impegni assunti dal nostro Paese, a partire dalla Convenzione di Istanbul».
La mobilitazione in piazza si accompagna a un’iniziativa istituzionale. La delegata nazionale delle donne dem Micaela Fanelli, insieme al gruppo consiliare del Partito Democratico in Consiglio regionale, ha presentato una mozione per impegnare il Consiglio regionale a sollecitare i parlamentari molisani, in particolare l’onorevole Elisabetta Lancellotta, affinché venga ripristinata l’impostazione originaria della legge fondata sul principio del consenso libero, attuale e revocabile, già approvata all’unanimità alla Camera.
Per Fanelli si tratta di “un’altra occasione persa per questa maggioranza di centrodestra che ignora completamente le donne. Nessuna scelta a loro indirizzata, nessun aiuto, ma neanche nessun segnale simbolico come poteva essere oggi discutere e approvare la mozione. Sarebbe anche bastata una dichiarazione dell’unica consigliera donna, la Passarelli. Ma nulla. Sono troppo intenti a discutere di posti in giunta e espressione di potere patriarcale per poter avvertire il tema della violenza sulle donne come importante”.
«La battaglia per il consenso – conclude Vigilante – si combatte nella società e nelle istituzioni. Saremo in piazza e continueremo a esserci nei luoghi decisionali, perché i diritti delle donne non si mettono ai voti».


