L'intervento
|Castrataro dal palco del PD a Milano: “La sanità non può essere legata ai numeri”. Schlein: “Il tuo è un atto di coraggio”
Invitato all’iniziativa dem nel capoluogo lombardo, il primo cittadino di Isernia ha portato sul palco la battaglia per la sanità pubblica, parlando di servizi essenziali e diritto alla cura nelle aree interne
Faceva avanti e indietro tra le ultime file della platea mentre parlava al telefono. Sotto di lui, parlamentari, dirigenti ed ex ministri del Partito Democratico. Ma Piero Castrataro non ha lasciato il presidio in Molise per venire a Milano a tenere un comizio.
Il sindaco di Isernia, che da oltre sessanta giorni dorme in tenda davanti all’ospedale Veneziale, è stato invitato come relatore all’evento “L’Italia che si prende cura”. Nella mattinata del 28 febbraio, al Palazzo Lombardia, nella seconda giornata della serie di incontri organizzata dal PD, Castrataro ha portato sul palco la battaglia per il diritto alla cura nelle aree interne, “ai margini della polis”, per citare l’intervento di Massimo Recalcati.
“Per me è chiaramente un onore rappresentare quello che sta succedendo nel nostro territorio”, ha esordito mentre Elly Schlein faceva il suo ingresso in auditorium. Quindi ha ripreso uno dei temi emersi nel dibattito: “La persona, il numero. E noi dal punto di vista dei numeri in Molise siamo soccombenti, nel senso che siamo pochi, su un’area molto grande”. Eppure, ha sottolineato, non è così. “Il gesto semplice di mettersi all’interno di una tenda viene fuori dalla voglia di rappresentare che le persone non si arrendono alla logica dei numeri”.

Un passaggio chiave è stato quello sul diritto alla cura: “Non si arrendono al fatto che il diritto alla cura, e non solo alla salute, è qualcosa che non può essere legata ai numeri”. Un’esperienza che, ha ammesso, gli ha dato “il motivo per cui ancora oggi credo che ci siano persone che vogliono fare politica per cambiare questa società e non per assecondare questa situazione”.
Nel suo intervento, il sindaco ha evocato immagini di una comunità partecipe: “Sono stati i disegni dei bambini, forse un centinaio, le persone che la sera venivano a portare il cibo… c’è stato un ristoratore che mi ha portato un’intera pentola”.
“Non stiamo combattendo per avere ospedali che siano astronavi come quelli che ci sono in Lombardia o in Toscana”, ha chiarito. Il punto, per il Molise, è un altro: “Noi stiamo combattendo per una cosa che è l’emergenza-urgenza, che non può fare un ospedale che ha 500 chilometri di distanza”.
Il passaggio più netto ha riguardato i tempi di intervento: “Se hai un infarto non ti puoi spostare più di due ore”. Un principio elementare che, ha detto, dovrebbe valere “sia nelle aree interne che nelle aree metropolitane”: poter essere salvati “da un infarto o da un ictus. Nient’altro, è una cosa molto semplice”.
Castrataro ha poi richiamato la necessità di una visione politica chiara: “Dobbiamo essere chiari, semplici. Oggi il mondo è questo, anche a livello comunicativo. Dobbiamo avere la forza di dire in modo semplice che cosa vogliamo fare. Senza se, senza ma”. Rivendicando scelte “radicali, ma non estremiste”, ha parlato della necessità di rappresentarle “con coraggio e onestà”.
Infine, uno sguardo ai giovani e all’astensionismo: “Penso che il fatto che il 50% delle persone non vadano a votare… e che purtroppo ci siano pochi giovani, ne dobbiamo tener conto”. L’appello è diretto: “Se volete cambiarla, questa società, dovete partecipare. È sangue, è dolore, è fatica, ma è una sfida che dovete fare”.
“Stiamo qui per cambiare le cose, non per assecondarle”, ha concluso. Con una nota di orgoglio molisano ha invitato tutti a visitare il territorio: ci sono “medici e infermieri in gamba” (corna facendo, come si suol dire) e “si mangia benissimo”.

Al termine dell’intervento, Castrataro è sceso dal palco e la segretaria del PD si è alzata per andare ad abbracciarlo e stringergli le mani. Un gesto accompagnato dalla solidarietà del pubblico milanese: in molti si sono avvicinati per esprimere stima e scattare una foto con il sindaco molisano salito alle cronache per il suo gesto di protesta.
Nel suo discorso, la leader dem ha ricordato anche la fiaccolata per il diritto alla cura che ha portato in strada oltre settemila persone a Isernia. “Hai fatto un atto di coraggio ma non dobbiamo lasciarlo tale. Tu lo fai con la fascia tricolore da sindaco, ma è un dovere di tutte e tutti noi essere insieme a te in difesa del servizio sanitario nazionale”.
Al termine dell’evento, Elly Schlein ha raccolto l’invito a venire in Molise. “Grazie per essere venuto”, ha detto a Castrataro prima di lasciare la sala.


