Corridoi dell’orso, WWF Italia aderisce alla mobilitazione contro il progetto Pizzone II
Il WWF Italia aderisce all’iniziativa pubblica “I corridoi dell’orso: da due Parchi un cammino comune”, in programma sabato 3 gennaio, promossa dal Coordinamento No Pizzone II. L’evento coinvolgerà gruppi di camminatori provenienti dai territori dello storico Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e del Parco Nazionale del Matese, che si incontreranno a Colli a Volturno, provincia di Isernia, dove nel pomeriggio è previsto un convegno pubblico.
Al centro dell’iniziativa c’è il progetto Pizzone II, la nuova centrale di generazione e pompaggio che Enel intende realizzare potenziando l’impianto esistente di Pizzone e riutilizzando gli invasi di Montagna Spaccata e Castel San Vincenzo. Un intervento che prevede la realizzazione di caverne, gallerie e opere infrastrutturali in un’area sottoposta a tutele nazionali ed europee, compresa la rete Natura 2000, e che è attualmente all’esame della Commissione VIA-VAS del Ministero dell’Ambiente.
Il WWF Italia ha già presentato osservazioni formali, evidenziando le criticità ambientali del progetto, in particolare per gli impatti su specie e habitat. Secondo l’associazione, l’area interessata rappresenta un nodo strategico della rete ecologica appenninica, fondamentale per la connessione tra i due Parchi e per la sopravvivenza dell’orso bruno marsicano, una delle specie più minacciate d’Europa.
“Il WWF non è contrario in linea di principio a opere legate alla transizione energetica e ne riconosce l’importanza per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili”, ha spiegato Luciano Di Tizio, sottolineando però che la localizzazione del progetto Pizzone II costituisce un limite insormontabile. L’intervento, infatti, ricadrebbe in un corridoio ecologico indispensabile per l’espansione dell’orso verso il Matese, considerato oggi uno dei territori chiave per l’ampliamento del suo areale.
Negli stessi studi di impatto ambientale, ricordano dal WWF, viene segnalata la presenza di due orsi, un maschio e una femmina, rilevati durante le attività di monitoraggio proprio in una delle aree interessate dal progetto. Un dato che rafforza le preoccupazioni dell’associazione, secondo cui anche il rischio per un singolo individuo non è accettabile, considerando che la popolazione complessiva dell’orso bruno marsicano conta poche decine di esemplari, concentrate tra il Parco d’Abruzzo, quello della Maiella e i territori limitrofi.
Con l’adesione all’iniziativa di sabato, il WWF Italia intende ribadire la necessità di conciliare transizione energetica e tutela della biodiversità, evitando interventi che possano compromettere in modo irreversibile uno degli equilibri più delicati dell’Appennino centrale.


