Troppo pulite per finire nei depuratori: il paradosso delle acque parassite. E anche la bolletta ne risente
Grim, il gestore dell’acqua pubblica nel 60 per cento dei comuni molisani, ha fatto fare uno studio sulle reti fognarie di Bojano, Isernia e Venafro da cui è emerso che nelle malmesse condotte che arrivano ai depuratori si infiltra una notevole quantità di acqua pulita (piovana, di falda, ma anche da allacci abusivi). Questo comporta costi per lo smaltimento che potrebbero essere evitati se si investissero milioni di euro sulle infrastrutture idriche
Si chiamano acque parassite e sono infiltrazioni di pioggia, da falde sotterranee, da sorgenti o da allacci abusivi che finiscono nelle condotte fognarie per essere trasportate fino ai depuratori dove vengono smaltite, assieme a quelle reflue, pur essendo molto più pulite. Una condizione che mette sotto stress gli impianti, riempie più del necessario le reti che per questo, talvolta, traboccano e fanno anche aumentare i costi della depurazione.
E’ quanto emerso da un interessantissimo monitoraggio delle reti fognarie di Bojano, Isernia e Venafro che Grim, la società che gestisce il sistema idrico integrato ormai nel 60 per cento dei comuni molisani, ha commissionato alla Idrostudi (e a Bioria), una società indipendente di consulenza giunta in Molise per questo studio svolto tra il 1 agosto e il 31 ottobre scorso per fotografare lo stato di salute delle nostre reti fognarie.
“Si tratta – come ha detto il presidente di Grim Massimo Saluppo – di un primo tassello di un monitoraggio molto più ampio che andrà fatto nell’ambito di quella fase di investimenti che è propria della nostra società. Grim non deve solo incassare i ruoli e pagare le bollette al fornitore, deve pianificare investimenti su acquedotto, reti fognarie e impianti di depurazione”.
Saluppo e il Cda, che dal loro insediamento in via Tiberio hanno avuto l’ingrato compito di riallineare le fatturazioni (insomma, di farsi pagare dai Comuni indietro anche di anni sulle bollette dell’acqua) ora possono “vedere la luce in fondo al tunnel”. Ossia progettare interventi che sul lungo periodo si prevede porteranno risparmi e un miglioramento dei servizi pubblici. Qualcosa del genere è stato già fatto sul depuratore di Campobasso: “765 mila euro risparmiati attraverso la gestione diretta che il Comune non esternalizza più a terzi ma ha affidato alla società di cui fa parte”.
Il presidente Grim ha anche ricordato i 50 milioni di euro del Pnrr per la digitalizzazione e la sostituzione dei contatori con quelli intelligenti oggetto di una precedente conferenza stampa.
Ma ieri si è parlato soprattutto di questo monitoraggio fatto per la prima volta in tre centri diversi sui loro sistemi fognari.
La parola è stata data ai tecnici, all’ingegnere Renzi e ai responsabili della società che nei mesi scorsi ha istallato apparecchiature in grado di misurare il livello di adeguatezza delle condotte fognarie. Le criticità emerse e che meriterebbero ulteriori approfondimenti, mostrano che le intrusioni impreviste di acqua sono frequenti anche nei giorni di tempo secco, quando, cioè, non piove. A Bojano, per esempio, dove dal sottosuolo si infiltra nelle fogne acqua di montagna che entra mettendo in pressione la rete col rischio di allagamenti.
“Prima di poter intervenire – ha spiegato l’ingegnere Renzi – Grim ha voluto indagare sulla presenza di questa acqua diluita in fogna. Sono stati scelti i comuni in cui le criticità sono più diffuse sebbene quello delle acque parassite sia un problema che riscontriamo ovunque. Dalla prima fase del monitoraggio ci siamo accorti che mentre a Bojano e Isernia le forti infiltrazioni sono diffuse in molti punti della rete a Venafro sono più localizzate”.
A valle del problema non solo la presenza di fognature miste ma il fatto che giunti e condotte sono datati favorendo l’ingresso di acqua pulita anche quando non piove. “In taluni casi lo studio ha mostrato che finanche delle sorgenti sono state convogliate nella rete fognaria anziché – come sarebbe stato normale – buttarla nei corsi idrici”.
C’è poi la questione degli allacci abusivi in alcune attività industriali che sovraccaricano le reti: ci si è accorti che di notte, quando la portata di acqua dovrebbe essere minima, i misuratori di Idrosfera registravano dei picchi, come se qualcuno scaricasse nelle fogne acqua che non era quella piovana e forse neppure delle falde.
I distretti fognari critici incidono sui costi di depurazione rendendo necessario – è stato suggerito a Grim – un monitoraggio futuro e permanente.
Compito per il quale bisognerà trovare le risorse.


