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Sorveglianza rafforzata per il 20enne accusato di tentato omicidio: la vittima dimessa dall’ospedale, danni gravi

Il giovane di Avezzano arrestato per il violento pestaggio del 14 gennaio è ora ricoverato nel reparto di Psichiatria sotto sorveglianza. Dimesso il 41enne aggredito. Proseguono le indagini dei carabinieri, anche sui danneggiamenti in paese.

È sotto sorveglianza rafforzata la stanza d’ospedale in cui è ricoverato il 20enne di Avezzano arrestato la sera del 14 gennaio scorso per il brutale pestaggio di un 41enne a Campodipietra, episodio per il quale è accusato di tentato omicidio.

Dopo due giorni trascorsi in carcere, durante i quali si è avvalso della facoltà di non rispondere sia davanti al giudice sia al proprio difensore, l’Amministrazione penitenziaria e l’autorità giudiziaria hanno disposto per lui il ricovero nel reparto di Psichiatria. Il giovane è ora piantonato in una cella ospedaliera.

Nel frattempo, nella giornata di ieri, è stato dimesso dall’ospedale Cardarelli il 41enne rimasto vittima dell’aggressione. L’uomo era arrivato in pronto soccorso privo di sensi, con gravi traumi e lesioni, in particolare al volto, dopo essere stato colpito ripetutamente con calci e pugni. Pur non essendo mai stato in pericolo di vita, i danni riportati sono stati significativi e il recupero richiederà tempo.

Le indagini dei carabinieri sull’episodio proseguono. Agli atti dell’inchiesta ci sono anche i filmati della videosorveglianza comunale, che documenterebbero sia l’aggressione sia il danneggiamento di un’auto della Protezione civile parcheggiata in paese. Per questi fatti l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Riccitelli ha presentato denuncia, annunciando l’intenzione di costituirsi parte civile nel processo.

Il quadro giudiziario resta complesso. Il 20enne, residente a Campodipietra, si trovava agli arresti domiciliari per una rapina con lesioni in concorso commessa a Campobasso, procedimento per il quale deve ancora essere giudicato. Il giorno del pestaggio aveva già violato i domiciliari una prima volta, venendo rintracciato dai carabinieri sulla statale 645 e ricondotto a casa. Poco dopo si era allontanato nuovamente, raggiungendo il centro del paese.

Qui avrebbe creato scompiglio tra i passanti, prendendo di mira persone e cose. Il pestaggio del 41enne sarebbe avvenuto in questo contesto: la vittima avrebbe avuto l’unica colpa di affacciarsi sull’uscio di casa per capire cosa stesse accadendo. Dopo l’aggressione, il giovane si sarebbe introdotto nell’abitazione dell’uomo appena colpito, in piazza della Rimembranza, dove i carabinieri lo hanno bloccato e arrestato dopo una colluttazione e minacce di morte.

Nel corso dell’interrogatorio davanti al gip Veronica D’Agnone, durato meno di un’ora, il 20enne non ha rilasciato dichiarazioni. Da allora non è arrivata alcuna spiegazione sulle ragioni del gesto. Il suo avvocato, Silvio Tolesino, è in attesa degli sviluppi giudiziari e soprattutto degli esiti delle valutazioni psichiatriche, che potrebbero incidere sull’evoluzione del procedimento qualora dovesse emergere una totale o parziale infermità mentale.