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Pietracatella saluta Sara, 15 anni, e la mamma Antonella: il paese si ferma per due vite spezzate e aspetta in silenzio la verità

L’ultimo addio a Sara Di Vita e a sua madre Antonella Di Ielsi nel santuario di Santa Maria di Costantinopoli. Una comunità intera raccolta nel dolore, tra palloncini, silenzi, manifesti di ricordo e parole di conforto. Intanto proseguono le indagini sulla morte delle due donne, avvenuta a poche ore di distanza.

Le note di Forever Young e un rosario di palloncini bianchi e rossi che si alzano nel cielo d’inverno. Così Pietracatella ha accompagnato Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Ielsi nell’ultimo viaggio. Un addio struggente, fatto di lacrime e silenzi, quello celebrato sabato 10 gennaio nel santuario di Santa Maria di Costantinopoli, dove l’intero paese si è ritrovato per stringersi attorno alla famiglia colpita dalla tragedia.

La chiesa non è riuscita a contenere la folla e all’esterno sono stati disposti altoparlanti. C’erano compagni di scuola, amici, vicini di casa, amministratori, persone arrivate anche da fuori. Composti, ordinati, con lo sguardo basso, per salutare una ragazza di quindici anni e sua madre, unite anche in quest’ultimo doloroso abbraccio.

Davanti all’ingresso del santuario, decine di manifesti. Gli amici del liceo classico di Campobasso, che Sara frequentava ogni giorno, le hanno dedicato un collage di fotografie: sorrisi, viaggi, momenti di spensieratezza. “Il nostro vulcano che mai si spegnerà”, hanno scritto. Su un altro striscione: “Saretta, con il tuo sorriso perfetto vivi ancora in noi, non solo nei ricordi ma nel cuore”. Parole semplici, che raccontano un affetto grande quanto l’assenza che lascia.

Durante l’omelia, l’arcivescovo di Campobasso-Bojano, Biagio Colaianni, che ha concelebrato la messa, ha cercato le parole per dare un senso al dolore: “La fede non chiarisce tutto, non elimina i dubbi, ma consola e sostiene. Dio non abbandona i suoi figli. Chiediamo consolazione per i familiari di Sara e Antonella”. Frasi pronunciate mentre in chiesa risuonavano singhiozzi trattenuti.

Dentro e fuori dalla chiesa, nel piazzale e lungo le strade adiacenti, centinaia di persone hanno seguito la funzione in un silenzio commosso e rispettoso. Per garantire un afflusso ordinato, alcune vie del centro sono state chiuse e presidiate dalle forze dell’ordine, come previsto dal piano di sicurezza predisposto dal Comune e dalla Prefettura.

funerali pietracatella madre figlia intossicate

Intensi i ricordi del parroco di Pietracatella, don Stefano Fracassi e le parole del sindaco Antonio Tomassone. “Da ora in poi, a Natale, Pietracatella avrà due stelle in cielo”, ha detto il primo cittadino, amico di Gianni Di Vita che prima di lui ha guidato in fascia tricolore la comunità di Pietracatella, con la voce incrinata dalla commozione.

All’uscita dei feretri, nessun applauso ma un silenzio denso, rotto dal pianto, soprattutto degli amici di Sara. I carri funebri hanno attraversato il piazzale tra due ali di folla. In prima fila Gianni Di Vita e la figlia maggiore Alice. Mano nella mano, si sono sostenuti a vicenda e hanno seguito i feretri con il paese intero attorno.
Pietracatella oggi si è fermata davvero. Bandiere a mezz’asta, attività chiuse durante la cerimonia, nessun evento. La comunità si è riconosciuta fragile, colpita al cuore da questa doppia tragedia, e ha scelto il raccoglimento come forma di rispetto.

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Sara, 15 anni, e Antonella, 50, erano morte a poche ore di distanza, tra il 27 e il 28 dicembre, dopo un improvviso e gravissimo malore. La Procura di Campobasso indaga su una sospetta tossinfezione alimentare. Al momento non c’è una causa certa, ma ancora tante domande tutte aperte. L’autopsia eseguita il 31 dicembre non ha fornito risposte definitive. Sono stati esclusi funghi velenosi e contaminazioni da veleno per topi, ma la tossina responsabile non è stata ancora individuata.

Gli inquirenti, coordinati dalla Squadra Mobile, stanno lavorando con il Centro Antiveleni dell’istituto Maugeri di Pavia. Sono state acquisite tutte le cartelle cliniche dei due accessi in ospedale precedenti al decesso. Nei giorni scorsi sono stati ascoltati Gianni Di Vita e la figlia Alice, che non ha mai manifestato sintomi. Per gli investigatori, il giorno chiave resta il 23 dicembre , quando Alice non era in casa. Nei prossimi giorni arriveranno – si spera – le risposte, almeno parziali, per dare una spiegazione a questo dramma. Si sta lavorando all’analisi dei cibi sequestrati e di raccordo con i consulenti scientifici.

Ma oggi, a Pietracatella, è stato scelto il silenzio di un paese che saluta due amatissime concittadine, e si stringe in un abbraccio comune attorno a un padre e marito e a una sorella e figlia colpiti da un lutto inimmaginabile.