Petacciato
|Revocata la delibera sul forno crematorio: non si farà. Il sindaco Tonino Di Pardo fa marcia indietro dopo le proteste
La Giunta comunale revoca la delibera con cui aveva dichiarato di interesse pubblico il progetto per un tempio crematorio. L’annuncio arriva con una lettera del sindaco Tonino Di Pardo, che rivendica il confronto con i cittadini e parla di rispetto della volontà popolare. La decisione arriva dopo l’assemblea infuocata di sabato e la mobilitazione del Comitato Aria Pulita.
Il Comune di Petacciato revoca la delibera sul tempio crematorio. Con un comunicato alla cittadinanza datato 21 gennaio, che è una lettera aperta alla popolazione, il sindaco Tonino Di Pardo annuncia che la Giunta comunale ha deciso di fare un passo indietro rispetto all’atto con cui, lo scorso novembre, aveva dichiarato di pubblico interesse la proposta di project financing per la realizzazione di un impianto crematorio nell’area cimiteriale.
“Comunico alla cittadinanza che, con deliberazione assunta in data 21/01/2026, la Giunta comunale ha deciso di revocare la delibera con cui aveva espresso l’interesse, solo in via generale, alla realizzazione di un tempio crematorio nel nostro territorio”, scrive il primo cittadino.
Di Pardo chiarisce che l’iter era ancora in una fase iniziale e rivendica la scelta di fermarsi per ascoltare il paese: “Prima di proseguire nell’iter amministrativo, allo stato solo in fase embrionale, l’amministrazione ed io, in prima persona, abbiamo ritenuto doveroso confrontarci con la cittadinanza e ascoltare, come sempre, la volontà di chi in questo territorio ci vive”.

Nella lunga lettera, il sindaco insiste più volte sul concetto di rispetto della volontà popolare. “Abbiamo sempre agito nel rispetto assoluto della volontà delle persone, delle associazioni, degli operatori economici che vivono e svolgono le proprie attività a Petacciato e non abbiamo mai, neppure per un istante, pensato di fare qualcosa che andasse contro il volere popolare”.
Poi una riflessione personale sul suo ruolo istituzionale: “Chi mi conosce sa bene che vivo e ho sempre vissuto tra la gente, tenendo conto delle esigenze della collettività, spendendomi senza riserve ogni qualvolta mi è stato chiesto e mi è stato possibile farlo, sempre e solo nel superiore conseguimento dell’interesse comune”.
Di Pardo ricorda il proprio percorso politico, “da vicesindaco prima e da sindaco ora”, sottolineando di aver sempre ascoltato “sia la gioia che il lamento della collettività”, costruendo “un ottimo rapporto interpersonale con tutti i miei concittadini”.
E ribadisce: “Non mi sono mai sottratto, ci ho sempre messo la faccia e sono sempre stato aperto al dialogo con tutti quelli che lo hanno richiesto, assumendomi fino in fondo le mie responsabilità”. E prende le distanze dall’immagine del politico di palazzo: “Non mi sono mai considerato un sindaco-politico di palazzo, concentrato esclusivamente sulle proprie ambizioni, ma un sindaco di strada che quotidianamente si confronta con i propri concittadini”.
Nel testo non manca anche una stoccata: “Resto solo rammaricato del fatto che, purtroppo, c’è chi è puntualmente pronto a strumentalizzare e fomentare dissidi tra i cittadini, solo ed esclusivamente per scopi personali”.
La revoca arriva al termine di settimane di forte tensione in paese. Tutto era iniziato con la delibera di Giunta n. 138 del 3 novembre 2025, con cui l’Amministrazione aveva dichiarato di interesse pubblico la proposta presentata dalla società Percorso Terreno srl di Montecorvino Pugliano (Salerno). Un progetto da 2 milioni e 550 mila euro, con lavori per circa 725 mila euro e oltre 1,9 milioni destinati alle forniture, da realizzare e gestire interamente dal privato, con una royalty del 5% per il Comune.
L’atto aveva acceso un acceso dibattito vivace in paese, culminato nella nascita del Comitato spontaneo “Aria Pulita Petacciato”, che ha avviato una petizione popolare raccogliendo in pochi giorni centinaia di firme. Il Comitato, guidato da Angela Casalanguida, ha denunciato rischi ambientali e sanitari, chiedendo lo stop al progetto.

Il momento più teso si è registrato sabato 17 gennaio, durante l’assemblea pubblica al centro sociale. Secondo il Comitato, quella serata avrebbe segnato “una frattura profonda tra amministrazione e cittadinanza”, con un confronto definito “duro e senza precedenti”. La sala del centro sociale è stata affollata di cittadini compatti nel manifestare la propria contrarietà al progetto.
Il comitato Aria Pulita ha contestato al sindaco di aver portato avanti l’iter “senza un reale percorso di condivisione”. La posizione della piazza è stata sintetizzata con uno slogan diventato centrale nella mobilitazione: “Petacciato non vuole il forno crematorio”.
Dopo quell’incontro, il Comitato aveva annunciato che la mobilitazione non si sarebbe fermata. A distanza di pochi giorni, arriva ora la decisione della Giunta di revocare la delibera. Un passo indietro che, di fatto, archivia il progetto dell’impianto crematorio in basso Molise.


