Nuovo ospedale di Vasto: pubblicato il bando, si accelera. “E’ un banco di prova per la sanità del Basso Molise”
Il progetto del nuovo ospedale di Vasto entra nella fase operativa con la pubblicazione del bando da 150 milioni di euro. Una svolta che riguarda da vicino anche il Molise e il territorio di confine. Per il Comitato San Timoteo è il momento di rafforzare la rete ospedaliera molisana e fermare la mobilità passiva prima che Vasto diventi l’unica risposta.
Ci sono notizie che, pur riguardando formalmente un altro territorio, finiscono per incidere in modo diretto sugli equilibri di un’area più ampia. La pubblicazione, il 30 dicembre, del bando di gara per la realizzazione del nuovo ospedale di Vasto rientra pienamente in questa categoria. Non solo perché mette finalmente in moto un progetto atteso da decenni, ma perché introduce un elemento nuovo e concreto nello scenario sanitario dell’Adriatico centro-meridionale, a ridosso del confine con il Basso Molise.
Con un appalto integrato che vale complessivamente circa 150 milioni di euro – finanziati dallo Stato, dalla Regione Abruzzo e dalla Asl – il nuovo nosocomio vastese entra ufficialmente nella fase esecutiva. I tempi restano lunghi, come avviene per tutte le grandi opere sanitarie, e non è escluso che in futuro siano necessari ulteriori stanziamenti. Ma il passaggio amministrativo è ormai compiuto e segna uno spartiacque rispetto a una lunga stagione di annunci rimasti sulla carta.
Il progetto del nosocomio si inserisce in un programma regionale abruzzese che prevede la realizzazione di cinque nuovi presìdi e affonda le sue radici negli anni Novanta. Già nel gennaio 2024, con la firma dell’accordo di programma tra Comune di Vasto, Regione Abruzzo e Asl Lanciano-Vasto-Chieti, erano stati definiti gli aspetti urbanistici e infrastrutturali necessari alla costruzione del nuovo San Pio, destinato a sorgere in contrada Pozzitello. Oggi, a distanza di un anno, quella cornice istituzionale trova una prima, vera attuazione.
È su questo sfondo che si colloca la presa di posizione del Comitato San Timoteo di Termoli, che legge il bando non solo come una notizia abruzzese, ma come un fatto destinato ad avere ricadute dirette anche sul versante molisano. La collocazione geografica del nuovo ospedale, praticamente a ridosso del confine regionale, lo rende una possibile opzione di accesso alle cure per molti cittadini del Basso Molise, che già oggi si muovono tra più territori per rispondere ai propri bisogni sanitari.
Per il Comitato, però, questa “opportunità aggiuntiva” non può trasformarsi in una scorciatoia o in una resa implicita. Al contrario, l’avvio dell’iter del nuovo ospedale di Vasto rappresenta uno stimolo immediato per la classe dirigente molisana, chiamata a rafforzare e rendere più competitiva la propria rete ospedaliera. Il presidio di San Timoteo viene indicato come il punto da cui partire, riconoscendo che negli ultimi mesi si sono registrati segnali positivi, anche grazie all’insediamento dei dirigenti delle Unità operative complesse e a un miglioramento complessivo dell’offerta.
Resta però aperta la questione strutturale della carenza di personale sanitario, che continua a condizionare la capacità di risposta del sistema. Medici, infermieri e operatori rappresentano l’anello più fragile di una catena che, senza interventi mirati, rischia di spezzarsi proprio nel momento in cui i territori confinanti si dotano di strutture nuove e più attrattive.
Il rafforzamento dell’offerta sanitaria molisana, sottolinea il Comitato, avrebbe effetti che vanno oltre la qualità delle cure. Ridurre la mobilità passiva e incrementare quella attiva significherebbe incidere direttamente sui conti della sanità regionale, contenendo il disavanzo e il debito che da oltre sedici anni alimentano il commissariamento. Un circolo vizioso che continua a limitare la capacità di programmazione e a giustificare scelte emergenziali.
In questo contesto assume un peso decisivo il Piano Operativo Sanitario 2025–2028, ancora in fase di definizione, chiamato a delineare in modo chiaro le priorità del sistema sanitario regionale. Accanto a questo, il Comitato torna a rilanciare la richiesta del cosiddetto “Decreto Molise”: un fondo aggiuntivo rispetto a quello nazionale, accompagnato da deroghe mirate al Decreto Balduzzi per specialità tempo-dipendenti come l’emodinamica e il punto nascita, considerate essenziali per territori piccoli e periferici.
Il rischio, più volte evocato, è quello di una competizione tra territori fragili, una “guerra tra poveri” che finirebbe per penalizzare i cittadini. La sanità, che assorbe circa l’80% del bilancio regionale, resta uno dei pilastri su cui si regge la tenuta istituzionale del Molise. Per questo il Comitato richiama l’intera classe politica e dirigente a superare divisioni e appartenenze, puntando su scelte condivise e di lungo periodo.
Il nuovo ospedale di Vasto, dunque, non è solo una grande opera in Abruzzo ma è anche un elemento che ridefinisce gli equilibri territoriali e pone anche il Molise davanti a una responsabilità chiara: utilizzare il tempo che separa il bando dall’apertura del nosocomio per rafforzare il proprio sistema sanitario, invece di subirne passivamente gli effetti.


