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Impianto crematorio, il Comitato Aria Pulita rivendica la vittoria: “Il popolo di Petacciato ha fermato il progetto”

Dopo la revoca della delibera comunale sul tempio crematorio, il Comitato Aria Pulita diffonde un nuovo comunicato e rivendica il risultato come frutto diretto della mobilitazione popolare. “Costretto al dietrofront il sindaco”, scrive il gruppo, che parla di 1.150 firme raccolte e annuncia ora una nuova battaglia: chiedere alla Regione Molise un Piano di coordinamento sui crematori.

Dopo la revoca della delibera comunale sul tempio crematorio, arriva una nuova presa di posizione del Comitato Aria Pulita Petacciato, che rivendica apertamente il risultato come una vittoria della mobilitazione popolare. In un comunicato diffuso oggi, venerdì 23 gennaio, il Comitato parla senza mezzi termini di un sindaco “costretto al dietrofront” e definisce la decisione della Giunta come l’esito diretto della pressione esercitata dalla cittadinanza.

La revoca segna il successo definitivo di una mobilitazione civile straordinaria”, scrive il Comitato, sottolineando il ruolo avuto da “centinaia di cittadini” e ringraziando anche le comunità dei comuni limitrofi e alcune realtà extra-regionali che avrebbero sostenuto la protesta.

Nel testo, Aria Pulita ringrazia in modo esplicito Agostino Di Ciaula, presidente del comitato scientifico dell’ISDE – Medici per l’Ambiente, per “i documenti scientifici decisivi” che avrebbero rafforzato le ragioni del movimento contrario all’impianto.

Secondo quanto riportato dal Comitato, al momento della revoca sarebbero state raccolte 1.150 firme, un dato che il gruppo definisce un “mandato chiaro” e che ora intende utilizzare per spostare la battaglia su un piano più ampio. Le sottoscrizioni, viene annunciato, non resteranno inutilizzate ma verranno trasmesse alla Regione Molise per chiedere l’adozione di un Piano di Coordinamento Regionale per i crematori.

L’obiettivo dichiarato è evitare che in futuro altri comuni molisani si trovino ad affrontare situazioni analoghe a quella vissuta da Petacciato. “È necessaria una pianificazione sovracomunale che impedisca il proliferare disordinato di questi impianti”, scrive il Comitato, che parla apertamente di tutela dell’intero territorio regionale.

Nel comunicato non manca anche uno sguardo alle alternative tecnologiche. Secondo Aria Pulita, i forni crematori tradizionali “basati sulla combustione” sarebbero ormai superati, mentre in Paesi come Svezia e Stati Uniti si starebbero affermando pratiche considerate più sostenibili, come l’idrolisi alcalina e la liofilizzazione. Un passaggio che amplia il discorso oltre il singolo progetto, spostandolo su una riflessione più generale sul futuro delle pratiche funerarie.

Il Comitato chiarisce infine che la mobilitazione non si fermerà con la revoca della delibera. “Continueremo a vigilare con estrema attenzione su ogni scelta futura dell’amministrazione”, si legge, rivendicando un ruolo di presidio civico permanente e ribadendo la richiesta di un maggiore coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali.

La lettura del Comitato si distingue nettamente da quella espressa nei giorni scorsi dal sindaco Tonino Di Pardo, che nella lettera con cui ha annunciato la revoca ha parlato di una scelta maturata per rispetto della volontà popolare e per favorire il confronto, respingendo l’idea di uno scontro politico e rivendicando un percorso ancora embrionale.

Due narrazioni diverse dello stesso epilogo: da un lato l’Amministrazione che rivendica ascolto e responsabilità istituzionale, dall’altro un movimento civico che parla di vittoria popolare e di decisione imposta dalla piazza. In mezzo, una comunità che, nel giro di poche settimane, ha trasformato un progetto preliminare in uno dei casi più discussi degli ultimi mesi in Molise.