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Grave episodio di violenza in campo: minorenne di Campomarino aggredito e picchiato a sangue durante partita in Campania

Durante una partita del campionato regionale Under 17 a Pietramelara un ragazzo del Campomarino viene colpito ripetutamente al volto mentre è a terra. Gara sospesa, poi l’irruzione di alcuni genitori negli spogliatoi e l’intervento delle forze dell’ordine. Cinque giornate di squalifica e ammenda alla società campana. Il messaggio della società Adriatica Campomarino: “Prima delle vittorie vengono le persone”.

Una partita di calcio giovanile si è trasformata in una scena di violenza brutale, dentro e fuori dal campo. È accaduto domenica scorsa, 18 gennaio, allo stadio Pasqualino Leonardo di Pietramelara, in provincia di Caserta, durante l’incontro del campionato regionale Under 17 tra Aurora Alto Casertano e Adriatica Campomarino. A farne le spese è stato un giovane calciatore molisano, 16 anni, aggredito mentre era a terra per un infortunio e colpito ripetutamente al volto da un coetaneo della squadra avversaria fino a riportare ferite sanguinanti e un trauma facciale che ha reso necessario l’intervento dei sanitari e dell’ambulanza.

I fatti, ora certificati dagli atti ufficiali della Figc Molise, si sono verificati al 20’ del primo tempo. Il ragazzo del Campomarino, rimasto a terra dopo un fallo, è stato raggiunto da un calciatore dell’Aurora Alto Casertano che gli è salito sopra e lo ha colpito con una serie violenta di pugni al viso. Il gioco è stato immediatamente interrotto, il giovane soccorso in campo e poi sostituito. La gara è rimasta sospesa per circa venti minuti prima di riprendere con l’espulsione del responsabile dell’aggressione.

“Fino a quel momento il clima era tranquillo, la partita si stava giocando regolarmente – racconta Marco Altobello, vicepresidente dell’Adriatica Campomarino e accompagnatore ufficiale della squadra – poi all’improvviso è successo qualcosa che non ha nulla a che vedere con il calcio. Un ragazzo era a terra e si è ritrovato col volto insanguinato. Sono immagini che non dovrebbero mai appartenere allo sport, tanto meno a una categoria giovanile”.

Il giovane calciatore molisano, per fortuna, non ha riportato fratture né danni permanenti, ma ha subito una forte contusione alla mandibola, mal di testa per diversi giorni e presenta ancora gonfiore e tumefazioni al volto. Non è rientrato in campo e non ha ripreso l’attività sportiva.

La tensione non si è esaurita con l’episodio di violenza in campo. Durante l’intervallo tra il primo e il secondo tempo, persone non autorizzate – tra le quali alcuni genitori di giocatori campani – sono entrate nel recinto di gioco e nell’area spogliatoi, assumendo un comportamento minaccioso nei confronti dei presenti e dei calciatori ospiti. “Sono entrati diversi adulti, genitori della squadra di casa – prosegue Altobello – i ragazzi erano spaventati, il campo era praticamente circondato e la situazione stava diventando pericolosa”.

Su richiesta dell’arbitro sono intervenuti i carabinieri, che hanno riportato l’ordine e consentito la ripresa della partita dopo un ritardo di circa mezz’ora. Il secondo tempo si è giocato in un clima surreale, con i giovani calciatori visibilmente scossi. Il risultato finale, un pareggio per 2-2 dopo che il Campomarino aveva chiuso il primo tempo in vantaggio per 2-0, passa inevitabilmente in secondo piano.

Il giudice sportivo ha già adottato i primi provvedimenti: cinque giornate di squalifica al calciatore autore dell’aggressione per condotta violenta, un’ammenda di 300 euro all’Aurora Alto Casertano e una diffida alla società per l’ingresso di persone non autorizzate e il comportamento minaccioso, episodio che ha causato anche un ritardo nella ripresa del secondo tempo. È stato inoltre presentato un reclamo alla Figc, sul quale il giudice si pronuncerà il prossimo 27 gennaio.

La famiglia del ragazzo aggredito ha scelto di non sporgere denuncia penale, evitando risvolti giudiziari, ma la decisione non attenua la gravità di quanto accaduto. “Qui non parliamo di un normale episodio di campo – conclude Altobello – ma di violenza vera e di adulti che hanno fatto irruzione negli spazi dei ragazzi. Il calcio dovrebbe educare, non fare paura”.

Dopo la partita, l’Adriatica Campomarino ha affidato ai social un lungo messaggio rivolto ai propri giovani calciatori. Un appello al silenzio e alla riflessione, al riconoscimento della paura e dello smarrimento provati in campo, ricordando che “avere emozioni non è debolezza, ma umanità”. La società ha ribadito che il calcio “non deve schiacciare, umiliare o spaventare”, ma insegnare rispetto, crescita e responsabilità, sottolineando che “la forza vera non urla, protegge e sa fermarsi”. E ancora: quella maglia “non è solo una divisa, ma un impegno”, perché vincere una partita conta, ma “vincere come persone conta molto di più”.