Energia Pulita, la bonifica non si è fermata neppure a Natale: il piazzale torna lentamente a liberarsi
Dopo mesi di stallo, a dicembre è iniziata la bonifica dell’impianto di via Marco Biagi: in un solo mese rimosse circa 600 tonnellate di rifiuti, con lavori proseguiti anche durante le festività. L’intervento è interamente a carico della New Diamonds, che ha avviato lo smaltimento e la messa in sicurezza del sito mentre la situazione del piazzale migliora visibilmente. Sullo sfondo restano i nodi amministrativi e il futuro autorizzativo dell’impianto.
La bonifica dell’impianto di rifiuti speciali non pericolosi di via Marco Biagi, nel nucleo industriale di Termoli, è entrata nella fase operativa. A dicembre, anche durante le festività natalizie, mezzi e uomini hanno continuato a lavorare per liberare il piazzale che per mesi e mesi era rimasto invaso da cumuli di rifiuti. Il cambiamento, oggi, è visibile: l’area non è più completamente saturata, una parte consistente è stata sgomberata e l’attività di rimozione prosegue per fasi successive.

L’intervento è interamente a carico della New Diamonds Srl, società che gestisce il ramo “smaltimento” dell’ex Energia Pulita. Camion, macchinari, personale e conferimenti sono sostenuti economicamente dalla nuova gestione, senza contributi pubblici e senza certezze sul futuro dell’impianto. In questo momento lavorano stabilmente – sotto la guida di Giuseppe Di Geronimo – tra le sette e le otto persone, con un flusso continuo di mezzi impegnati nelle operazioni di carico e trasferimento dei rifiuti verso impianti di recupero, al momento tutti italiani. Per l’estero, come già programmato in passato, si è ancora in attesa delle ultime autorizzazioni.
I numeri raccontano una discontinuità rispetto ai mesi precedenti. Complessivamente sono state già rimosse tra le 800 e le 900 tonnellate di rifiuti; solo nel mese di dicembre ne sono state smaltite circa 600. Tutte le movimentazioni sono registrate nei documenti di carico e scarico e confluiranno in report ufficiali. La bonifica procede secondo un piano progressivo: prima la liberazione delle aree più alte e critiche del piazzale, a ridosso dell’elettrodotto, poi l’intervento sulle altre zone che circondano lo stabilimento del Cosib.
Dal punto di vista economico, l’impegno è rilevante. La sola attività svolta a dicembre è costata alcune centinaia di migliaia di euro, interamente sostenute dalla New Diamonds, come riferisce Di Geronimo. Un investimento che ha già “prodotto un risultato ambientale concreto, riducendo in modo significativo la massa di rifiuti accumulata nel piazzale”, ma che resta oneroso e delicato in assenza di una cornice amministrativa definitiva.
Per comprendere il peso di questo passaggio bisogna tornare indietro di qualche mese. Quando la nuova proprietà è subentrata, nell’estate del 2025, ha trovato un impianto bloccato, un piazzale saturo e una situazione gestionale compromessa . I rifiuti erano stati accumulati per mesi senza una corretta suddivisione per codici, spesso fuori dalla planimetria autorizzata, e in parte pressati in balle senza selezione preventiva. L’autorizzazione ambientale era stata sospesa, la fideiussione mancava da tempo e l’attività si era di fatto fermata, lasciando sul terreno una quantità di materiali difficilmente gestibile in tempi rapidi.
In quel contesto, la nuova gestione ha dovuto affrontare prima di tutto una fase preliminare complessa : riorganizzare il piazzale, ripristinare le vie di sicurezza, separare manualmente materiali miscelati e rendere i rifiuti conferibili agli impianti di recupero e smaltimento. È un lavoro poco visibile dall’esterno, ma indispensabile per poter avviare qualsiasi bonifica reale. Solo dopo questa fase è stato possibile iniziare a far uscire i rifiuti dal sito.
La relazione inviata il 12 dicembre alla Regione Molise, alla Provincia di Campobasso, all’Arpa, al Nucleo operativo ecologico e al Cosib fotografa questo passaggio. Nella nota, Energia Pulita e New Diamonds comunicano formalmente che la bonifica è iniziata e chiedono un termine di quattro mesi per completare la rimozione dei rifiuti presenti in eccesso rispetto ai quantitativi autorizzati, con la proroga della sospensione del procedimento di revoca. Le società chiariscono anche di aver chiesto la voltura dell’autorizzazione ambientale in favore di New Diamonds, ritenuta necessaria per rendere sostenibile economicamente l’operazione, richiesta che al momento non ha avuto esito positivo.
Accanto allo smaltimento, sono stati avviati anche gli interventi sul fronte della sicurezza. La gestione ha incaricato un nuovo professionista per un sopralluogo completo dello stabilimento, la verifica del layout delle aree di stoccaggio, degli impianti antincendio e delle strutture portanti, e la predisposizione di un cronoprogramma degli adeguamenti necessari. La SCIA antincendio resta sospesa, in attesa degli interventi richiesti, ma il percorso tecnico è stato formalmente riattivato.
Resta complessa anche la gestione di alcune tipologie di rifiuti. Sotto l’elettrodotto sono ancora stoccate circa 800 tonnellate di materiale proveniente dalla raccolta differenziata urbana, in prevalenza plastica e multimateriale, conferito per conto di diversi Comuni. In mancanza del ritiro da parte dei produttori e dell’autorizzazione all’invio ai consorzi di filiera, la società ha avviato le diffide formali per lo sgombero. Per altri rifiuti è in corso l’iter per l’apertura di una notifica transfrontaliera che consentirebbe il conferimento all’estero.

Sul piano operativo, però, il segnale che arriva dal piazzale è chiaro: dopo mesi di immobilismo, qualcosa si è mosso. Le operazioni non si sono fermate neppure durante il periodo natalizio, proprio per accelerare la bonifica e ridurre una situazione che, per dimensioni e accumulo, rappresentava anche un potenziale rischio ambientale e di sicurezza.
All’inizio del 2026, l’impianto di via Marco Biagi si presenta quindi in una fase nuova. La bonifica è in corso, i risultati iniziano a vedersi e il piazzale, pur ancora lontano dalla completa liberazione, non è più quello di pochi mesi fa. Restano però da risolvere le questioni amministrative e autorizzative, decisive per il futuro dell’attività. E a chiarire il punto è il direttore tecnico Giuseppe Di Geronimo, che rivendica il carattere concreto dell’intervento in corso ma non nasconde i limiti dell’operazione. “La bonifica è partita davvero, i numeri sono verificabili e il piazzale sta cambiando aspetto. Ma bisogna essere chiari: senza la possibilità di accogliere nuovi rifiuti, oltre a smaltire quelli accumulati, questo lavoro non può andare avanti all’infinito”. La rimozione dei materiali, spiega, è oggi interamente sostenuta dalla New Diamonds, senza alcuna entrata compensativa. “Stiamo lavorando solo in uscita, e ogni giorno che passa è un costo secco. È uno sforzo che stiamo facendo per mettere in sicurezza il sito e dimostrare che il risanamento è possibile, ma serve una prospettiva”.

Di Geronimo sottolinea che la bonifica in corso non è improvvisata, ma avviene all’interno di un quadro tecnico condiviso. “Abbiamo predisposto un cronoprogramma dettagliato e avviato un tavolo tecnico con tutti gli enti coinvolti. Ogni movimentazione è tracciata, comunicata in anticipo e verificabile. Non stiamo chiedendo scorciatoie, ma regole chiare e tempi certi”. Il riferimento è proprio al confronto avviato con Regione, Arpa e gli altri organismi competenti, chiamati ora a valutare lo stato di avanzamento delle operazioni.
Il punto di equilibrio, ribadisce, resta uno solo. “Se non arriva un’autorizzazione che consenta all’impianto di tornare a funzionare, almeno in parte, la bonifica rischia di fermarsi. Non per mancanza di volontà, ma perché nessuna azienda può sostenere a lungo un’attività esclusivamente in perdita”. In quel caso, aggiunge, “il problema non sparisce: semplicemente passa dal privato al pubblico, con costi ancora più alti”.
Per ora, conclude, l’impegno resta. “Stiamo andando avanti perché crediamo che questo sito possa essere risanato e restituito a una funzione corretta. Ma ora serve che il lavoro fatto venga valutato per quello che è: un intervento reale, già visibile, che ha bisogno di una cornice amministrativa per non interrompersi a metà”.




