Caso Andrea Costantini, la famiglia chiede il sequestro dei cellulari della compagna e della madre
Il legale della famiglia di Andrea Costantini ha chiesto alla Procura di Larino il sequestro dei telefoni cellulari in uso alla compagna e alla madre del 38enne, trovato morto nella cella frigorifera del supermercato Eurospin di via Corsica a Termoli dove lavorava. L’istanza è legata alla necessità di mettere insieme i risultati dell’autopsia con gli elementi che possono emergere da telefoni e dispositivi informatici.
Per l’avvocato Piero Lorusso, l’analisi di cellulari e computer sarebbe un passaggio utile per ricostruire le ore che precedono il decesso e verificare la corrispondenza tra quanto raccolto negli atti e i dati effettivamente disponibili. In particolare, dai tabulati telefonici risulterebbero assenti alcune chiamate collocate a ridosso della morte, nel pomeriggio del 15 settembre 2025, contatti che invece sarebbero stati indicati nei verbali degli interrogatori.
L’inchiesta resta aperta. La famiglia non ha mai accettato l’ipotesi del gesto volontario e la Procura di Larino procede con accertamenti che ruotano attorno alle ipotesi di omicidio o istigazione al suicidio. In particolare alcuni segni sul collo del 38enne, notati dai familiari di Costantini all’obitorio di Termoli, avevano fatto pensare subito a qualcosa di diverso dal gesto volontario.
Un punto centrale del fascicolo sono gli esiti dell’autopsia eseguita a Pescara il 14 gennaio, dopo la riesumazione dal cimitero di Penne: il medico legale Cristian D’Ovidio ha chiesto 90 giorni per depositare i risultati.
In questo quadro, la richiesta di sequestro dei telefoni punta a consentire eventuali riscontri incrociati con i dati medico-legali, nella fase in cui gli elementi tecnici possono indirizzare in modo più netto la lettura delle ipotesi investigative.


