Castel del Giudice vuole invertire lo spopolamento e attrarre nuovi abitanti: al via il progetto “Ri-Abitare”
Riparte dalla comunità il percorso di rigenerazione di Castel del Giudice, uno dei borghi simbolo della rinascita delle aree interne dell’Appennino: sabato 31 gennaio prenderà ufficialmente il via il progetto “Ri-Abitare Castel del Giudice”, un’iniziativa pensata per rafforzare il tessuto sociale del paese, contrastare lo spopolamento e creare condizioni concrete per rendere il borgo sempre più attrattivo, sia per chi ci è nato sia per chi potrebbe scegliere di trasferirvisi.
Il primo appuntamento è in programma alle ore 10 nella sala meeting di Borgotufi, con un incontro aperto a tutta la cittadinanza e a chiunque voglia contribuire con idee ed esperienze. Ad aprire i lavori sarà il sindaco Lino Gentile, seguito dall’intervento di Vanni Treu che presenterà “AlternaVita: un modello per riabitare le terre alte”.
Il progetto non si configura come una serie di conferenze tradizionali, ma come un percorso partecipato basato su una metodologia già sperimentata in diversi contesti italiani. L’obiettivo è mettere al centro la comunità locale, accompagnandola nella costruzione di risposte che partano dalle risorse già presenti sul territorio, dalle relazioni e dalle specificità del paese.

Al centro del confronto ci saranno temi cruciali per il futuro del borgo: il senso di appartenenza, le condizioni dell’abitare stabile, il lavoro e l’economia locale, la cura delle persone e dei legami sociali, il ruolo delle associazioni e delle reti informali, fino alle possibilità di accoglienza di nuovi abitanti senza snaturare l’identità del paese. Un approccio pragmatico e inclusivo che punta a valorizzare ciò che già funziona, senza ignorare le fragilità e le sfide che le aree interne continuano ad affrontare.
“Ri-Abitare Castel del Giudice” si inserisce così in un percorso più ampio di riflessione e azione condivisa, con l’ambizione di consolidare una comunità viva e accogliente e di costruire, passo dopo passo, nuove opportunità di vita e di futuro in uno dei luoghi simbolo del Molise che resiste allo spopolamento.


