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Campitello, la proprietaria della pista: “Usata senza titolo, rischio per la sicurezza degli sciatori”

Dopo il post di Matese Ski e la nota di Uiltrasporti, interviene Rosanna Muccilli, proprietaria del terreno della pista San Nicola. Parla di utilizzo senza autorizzazioni negli anni passati, di PEC rimaste senza risposta e di rischi legati alla sicurezza. La sua replica punto per punto.

La pista San Nicola, dove c’è la sciovia, sarebbe stata utilizzata per anni senza alcuna autorizzazione. E ora questa storia non può andare avanti: “Troppi rischi legati alla sicurezza”.
È l’accusa lanciata da Rosanna Muccilli, proprietaria esclusiva del terreno su cui insiste il tracciato di Campitello Matese, che interviene dopo il post di Matese Ski sulla mancata riapertura e dopo la presa di posizione di Uiltrasporti Molise.

Nei giorni scorsi il gestore degli impianti aveva spiegato che “non è stato possibile trovare un accordo con il proprietario del terreno”, escludendo problemi tecnici o organizzativi dietro la chiusura della pista che scandalizza appassionati e indigna i fedeli degli impianti molisani. Una versione contestata duramente dalla donna: “Quell’affermazione è priva della premessa ed ha disorientato il lettore”, scrive, sostenendo che il punto centrale è un altro. “È logico che se non esiste una proposta è impossibile che si possa trovare un accordo”.

Muccilli ricostruisce il quadro contrattuale partendo dall’appalto pubblico tra Matese Ski e Funivie Molise, stipulato il 15 febbraio 2022. Nel contratto, ricorda, è previsto che il gestore si impegni “a stipulare, a propria cura e spese, con i proprietari delle aree sciabili i relativi contratti per ottenerle in concessione”. “Di fatto – afferma – Matese Ski non ha mai avuto la disponibilità giuridica del mio terreno”.

Campitello Matese

Da qui l’accusa più pesante. Secondo la proprietaria, nelle scorse stagioni invernali la pista sarebbe stata aperta senza alcun titolo legittimo. “Senza la mia autorizzazione è stato consentito l’esercizio dell’attività sciistica”, scrive, parlando di una situazione che avrebbe esposto gli utenti a rischi di cui non erano consapevoli. Solleva anche dubbi sulle coperture assicurative: “Si dubita fortemente che una compagnia possa stipulare una polizza in assenza della disponibilità giuridica del terreno”.

Un passaggio che entra in forte collisione con la posizione di Uiltrasporti Molise. Il sindacato, infatti, ha sostenuto che la pista è tecnicamente pronta, che non esistono motivazioni operative per tenerla chiusa e che la decisione sta causando gravi danni economici e occupazionali al comprensorio. La proprietaria, invece, sposta l’asse sul piano della sicurezza e della legittimità giuridica.

Muccilli racconta di aver scritto a Matese Ski già nell’ottobre 2025, tramite PEC, segnalando “la problematica della sicurezza” e prospettando anche l’intervento delle autorità di pubblica sicurezza. “Il risultato: non ho mai ricevuto nessun riscontro”, afferma. Un silenzio che, secondo la donna, si sarebbe protratto anche dopo.

La lettera di Rosanna Muccilli

A novembre 2025, spiega, ha risolto la sua convenzione con Funivie Molise, comunicando formalmente la decisione anche al gestore degli impianti. “Da quel momento Matese Ski non mi ha mai formalizzato nessun tipo di proposta mirata ad ottenere la disponibilità del terreno”, continua nel suo chiarimento precisa sulla situazione. Da qui la sua conclusione: “Se non esiste una proposta è impossibile che si possa trovare un accordo”.

La proprietaria di quella porzione di montagna respinge inoltre l’idea di interessi personali o “di bottega”. “Non vi è alcun interesse provinciale – sottolinea – ma ragioni superiori legate al diritto di pretendere le massime garanzie di sicurezza e di tutela dell’incolumità degli utenti”.

Nel mirino anche un vuoto normativo: secondo Muccilli, in Molise non esisterebbe ancora una individuazione ufficiale delle aree sciabili, prevista dalla legge come presupposto per l’apertura al pubblico. Un elemento che, a suo dire, rafforza la necessità di prudenza.

La vicenda resta quindi al centro di un duro confronto. Da una parte Matese Ski parla di trattativa mai chiusa, dall’altra Uiltrasporti chiede chiarezza e tutele per i lavoratori stagionali, ora la proprietaria denuncia l’assenza di titoli giuridici e i rischi per la sicurezza. Intanto la pista San Nicola resta chiusa, sebbene questo dipenda anche dalla scarsità di neve.