Morte Andrea Costantini, chiesti nuovi accertamenti sul terreno agricolo del 38enne
A quasi cinque mesi dalla morte di Andrea Costantini, il 38enne di Penne trovato morto nella cella frigorifera dell’Eurospin di via Corsica a Termoli, l’inchiesta si arricchisce di un nuovo filone di approfondimento. La difesa della compagna dell’uomo ha infatti chiesto alla Procura della Repubblica di Larino di estendere gli accertamenti anche a un terreno agricolo di proprietà del 38enne, ritenuto un elemento significativo nel quadro complessivo della vicenda.
L’istanza è stata depositata dall’avvocata Paola Cecchi, legale di Angela Dileva, e si inserisce nel procedimento penale tuttora in corso, già caratterizzato dall’incidente probatorio disposto nei mesi scorsi. La richiesta punta a effettuare verifiche ambientali e forensi sul fondo, con l’obiettivo di accertare l’eventuale presenza di sostanze tossiche, contaminanti o altre anomalie che possano avere rilievo nella ricostruzione dei fatti.
Secondo quanto rappresentato nell’atto difensivo, quel terreno sarebbe stato al centro di una forte inquietudine manifestata da Costantini in vita, al punto da indurlo a evitare di recarsi sul posto. Un elemento che la difesa ritiene meritevole di approfondimento tecnico-scientifico, per comprendere se vi fossero condizioni oggettive in grado di spiegare quel disagio e se tali condizioni possano avere avuto un ruolo, diretto o indiretto, nel contesto della morte.
Costantini era stato trovato senza vita il 15 settembre scorso all’interno di una cella frigorifera del supermercato Eurospin di via Corsica, a Termoli.
La morte di Andrea Costantini risale al 15 settembre scorso. In un primo momento il caso venne derubricato come suicidio, anche per la presenza di un biglietto di addio attribuito all’uomo. Sin dall’inizio, però, i familiari non hanno mai creduto all’ipotesi del gesto volontario, sollevando dubbi legati anche ad alcuni segni riscontrati sul collo del corpo.
Su istanza dell’avvocato Piero Lorusso, legale della famiglia, la Procura ha disposto la riesumazione della salma. L’operazione è stata eseguita il 14 gennaio scorso con autopsia svolta a Pescara dal medico legale Cristian D’Ovidio. Parallelamente, sono stati chiesti e disposti ulteriori accertamenti, tra cui il sequestro di telefoni cellulari e computer in uso alla famiglia di Costantini, per consentire un’analisi incrociata dei dati.
Gli esiti dell’autopsia e degli accertamenti tecnici sono attesi nelle prossime settimane. Nel frattempo, il quadro resta privo di risposte definitive e l’inchiesta prosegue nel tentativo di chiarire una vicenda che, a distanza di mesi, continua a presentare molti punti oscuri.


