Perché a Campitello Matese c’è sempre meno neve? Il meteorologo: “Temperature più alte mettono a rischio le quote montane più basse”
Con l’aumento delle temperature ci sarà sempre meno neve nella fascia compresa tra i 1300 e i 1500 metri: la tendenza spiegata da Gianfranco Spensieri che invita a ripensare località turistiche come Campitello Matese o Capracotta “per non farsi trovare impreparati alla destagionalizzazione”
Il lago effimero sul pianoro, le temperature che si sono alzate, la pioggia che cade più della neve: cosa sta succedendo a Campitello Matese, la meta turistica invernale del Molise per eccellenza?
Lo abbiamo chiesto a Gianfranco Spensieri, meteorologo e grande appassionato di neve e sport invernali.
Ingegnere, a Campitello si vede sempre meno neve: è l’effetto del cambiamento climatico?
“Parliamo da anni di riscaldamento globale e cambiamenti climatici, ma il punto è che ciascuno di noi lo avverte solo marginalmente: in apparenza non sembrano esserci grosse variazioni, poi, però, ci accorgiamo di piccole cose”.
Per esempio?
“A Campitello nei primi giorni del mese di gennaio sono caduti circa 400 mm di pioggia, con temperature variabili tra i 2 e i 3 gradi. E’ proprio quella la differenza colossale rispetto al passato. Un aumento della temperatura di 1°, 0,8°, 1,5°, fa sì che molte aree che prima erano al limite della neve, oggi non lo siano più e siano nel limite inferiore, il che significa che chiaramente riceveranno solo precipitazioni piovose, liquide”.
Che poi non è che prima di quest’anno Campitello sia stata sommersa di neve…
“Appunto, era già un’area spesso e volentieri al limite delle nevicate e questa situazione è particolarmente penalizzante, soprattutto sul pianoro. Chiaramente le cose cambiano se saliamo di quota, lì è meno visibile, ma registriamo una tendenza che piano piano andrà a portarsi anche alle quote superiori”.
Insomma, ci sta dicendo che non nevicherà più?
“Non è esatto, le nevicate oggi non mancano, ma mancano le grandi nevicate perché per una serie di circostanze, diciamo almeno negli ultimi sei o sette anni, ne cade sempre meno sulle aree intorno ai 1300-1400 mt. Sono quelle le nevicate che ad oggi mancano sulla nostra regione e sono quelle le nevicate che potenzialmente continueranno a mancare sempre di più”.
E la colpa di chi è?
“Al di là di chi sia il colpevole, il dato di fatto è che la temperatura globale oggi è nettamente aumentata. Personalmente ritengo che l’eccesso di anidride carbonica svolga un ruolo fondamentale in uno scacchiere così complicato come quello mondiale dal punto di vista climatico, ma non voglio entrare nel merito di questa questione, dico solo che mancano le grandi nevicate perché le temperature si sono alzate e soprattutto manca in quella fascia tra i 1300 e i 1500 metri. Lo abbiamo visto nei primi giorni di gennaio con la nascita del laghetto effimero di Campitello Matese”.

Però quel bacino si è formato anche altre volte, cosa c’è di diverso in questa stagione?
“E’ il punto di vista ad essere sbagliato: non dobbiamo limitarci a vedere se si è formato anche in altri anni, ma dobbiamo vedere quante volte si è formato in questi anni, basti pensare che negli ultimi 7-8 la stagione sciistica di Campitello è cominciata quasi sempre non prima del 10 di gennaio e anche quest’anno si scia, di fatto, su una pista sola. Ora, d’accordo che in questa settimana abbiamo assistito anche alle vicende che riguardano la gestione della montagna e la proprietà dei terreni sui quali ci sono gli impianti, ma quello che voglio dire è che Campitello Matese sta andando verso una destagionalizzazione e ci stiamo facendo trovare impreparati”.
Ingegnere, quindi lei sostiene che non si stia facendo abbastanza per il settore turistico di montagna?
“Esatto! Al turista devi offrire la possibilità di vivere la montagna a 360 gradi, se io vado un anno in un posto e magari ci torno l’anno seguente, il terzo anno sceglierò altri luoghi. Bisogna prendere atto che le correnti più frequenti sono quelle che giungono da noi dai quadrante meridionale, correnti sempre più miti che hanno eroso quello che era il margine di sopravvivenza dei nostri punti di quota neve. Lo stesso destino attende Capracotta. Ora, sia chiaro: questo non significa che nei prossimi anni non avremo più nevicate, anzi, potremmo avere anche grandi nevicate, ma i periodi in cui la neve mancherà alle quote montane comprese tra 1300 e 1500 metri saranno sempre più frequenti rispetto al passato”.
Ed è per questo che operatori e politica molisana dovrebbero individuate strategie per distribuire i flussi turistici in modo più uniforme durante tutto l’anno, riducendo i picchi dell’alta stagione e valorizzando anche i periodi di bassa stagione attraverso eventi, offerte e servizi specifici.


