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A Campitello Matese la montagna è privata. Il gestore: “Pista San Nicola chiusa perché non c’è accordo coi proprietari del terreno”

A causa dell’aumento del canone di affitto del terreno sul quale ricade l’impianto anche la San Nicola è chiusa. Primiani: “Nessuno, finora, ha promosso un vero piano di riordino o di esproprio dei terreni, intervento che a mio avviso potrebbe consentire una più chiara definizione dell’interesse pubblico dell’area”.

C’è una parte di montagna a Campitello Matese, gestita dalla società Matese Ski, che ricade su terreno privato. A causa dell’assenza di accordo tra il gestore e il proprietario, la pista San Nicola, una delle più belle presenti, cinta dal bosco e qualche pendenza, è chiusa.
A renderlo noto è proprio Matese Ski che ha recentemente aggiornato utenti e appassionati di sci spiegando che “la società è impossibilitata ad aprire la pista San Nicola poiché non é stato possibile trovare un accordo con il proprietario del terreno”.
La stessa ha fatto anche sapere di aver disposto un rimborso (tramite Sci club) del 20 per cento per i possessori di skipass stagionale 2025/2026 (“La richiesta dovrà pervenire via mail all’indirizzo: mateseskipass@gmail.com entro e non oltre il 20 gennaio 2026”) scansando ombre sul suo operato. “Tutti gli impianti di Campitello Matese – scrivono – sono stati regolarmente collaudati nei tempi previsti e dunque tale problematica non é riconducibile a ritardi tecnici o organizzativi”.

La ragione di questo mancato accordo risiede nel fatto che i proprietari del terreno in questione avrebbero chiesto un aumento del canone di affitto che il gestore non è disposto a concedergli.
Purtroppo San Nicola non è l’unica pista chiusa: inaccessibili agli appassionati anche la Del Caprio, Capo d’Acqua e la Anfiteatro (accessibile invece l’impianto di Lavarelle, che non è, però, molto esteso).

piste campitello matese

Amareggiato il consigliere regionale Angelo Primiani (M5S) che ieri ha scritto: “Campitello Matese sembra destinata, ancora una volta, a non conoscere lo sviluppo che meriterebbe”.
L’esponente di minoranza a Palazzo D’Aimmo parla di “divisioni, contrasti e una visione ristretta del territorio che continuano a ostacolarne la crescita. Più che un sistema coeso, il comprensorio appare come un mosaico di interessi divergenti, dove spesso prevale la logica del particolare su quella del bene comune. Oggi, però, il limite principale sta nell’assenza di una strategia condivisa e continuativa, capace di superare contrapposizioni e personalismi”.

La vicenda delle piste che attraversano terreni privati è nota da tempo, e la mancata apertura della San Nicola rappresenta solo uno dei nodi mai sciolti di una situazione molto complessa.

“Nessuno, finora, ha promosso un vero piano di riordino o di esproprio dei terreni, intervento che a mio avviso potrebbe consentire una più chiara definizione dell’interesse pubblico dell’area. È chiaro che un’operazione del genere sia tutt’altro che semplice, ma finché prevarrà una visione frammentata e difensiva, sarà difficile immaginare per Campitello uno sviluppo autentico, solido e duraturo. Purtroppo, anche quando c’è neve e i turisti non mancano. Ma non sarà così per sempre. E alla fine ci perdono tutti”.