Tentato omicidio al Grattacielo, 6 indagati. Ci sono anche quelli del deposito con 15 kg di droga. Ma l’indagine è ancora aperta
Avviso di garanzia per sei persone accusate di aver avuto un ruolo nell’accoltellamento del 17enne campobassano avvenuto due mesi fa in un appartamento al Grattacielo: sono tutti coinvolti nelle recenti operazioni antidroga della Squadra Mobile di Campobasso, ma le indagini sono ancora aperte
Sei persone sono indagate per il tentato omicidio di un 17enne campobassano avvenuto la notte tra il 3 e il 4 ottobre in un appartamento al centro di Campobasso conosciuto come Il Grattacielo: tre di loro si trovano già in carcere con l’accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio in concorso.
Si tratta degli under 25 arrestati dalla Polizia per la vicenda del deposito di droga a Toro. Un quarto uomo – che era stato denunciato nell’ambito della stessa operazione – è stato raggiunto dalla nuova e pesante accusa, mentre altri due soggetti, anche loro accusati di aver avuto un ruolo nel terribile accoltellamento di un minorenne avvenuto ormai due mesi fa, sono a piede libero, seppur coinvolti in un’altra recentissima vicenda di spaccio di droga che aveva la sua base operativa in un garage del quartiere Cep.
Per tutti loro, adesso, c’è questo nuovo capo d’imputazione di cui neppure i legali conoscono ancora i particolari.
L’avviso di garanzia ricevuto, infatti, è stato notificato ai diretti interessati a indagini ancora aperte, ragion per cui neppure i difensori sono in grado di accedere agli atti. Lo conferma a Primonumero l’avvocato Silvio Tolesino che interpellato sulla vicenda dice: “Siamo in una fase investigativa delicata e coperta dal segreto istruttorio, pertanto non ho intenzione di rilasciare ulteriori dichiarazioni”.
Tolesino difende due dei tre arrestati che la Squadra Mobile ha fermato la sera del 3 novembre quando sono stati rinvenuti 15 chili di droga, hashish per lo più, ma anche cocaina per 1,5 chili, al centro storico di Toro, in quella che fungeva come sala registrazione per musicisti.
Il caso – seguito ad altri sequestri di stupefacenti – ha avuto un certo rilievo mediatico perché ha mostrato – ed è questa, forse, la preoccupazione più grande per investigatori e inquirenti – il “cambio di passo” del capoluogo di regione: in un anno la sola squadra Mobile ha sequestrato circa 50 chili di droga, c’è la cocaina, tanta e pura, non ancora allungata con sostanze da taglio. E poi c’è manovalanza straniera a basso costo, piazze di spaccio e giovani incensurati che si prestano al gioco di chi organizza la redditizia attività illegale.
Perché è altamente improbabile che il rifornimento di ‘fumo’ e tutta quella cocaina nascosta a Toro non abbiano avuto almeno un intermediario. Non è escluso, pertanto, che altre persone possano essere indagate.
Ci sono, insomma, elementi nuovi e c’è soprattutto un livello di violenza mai visto prima: un minore ridotto in fin di vita in un appartamento di gente perbene che è ancora sotto choc per quello che è accaduto in una notte d’autunno quando uomini col volto travisato hanno fatto irruzione in quella casa in affitto e accoltellato un giovanissimo per questioni di droga, di soldi, forse di piazze dello spaccio da spartirsi.
Del resto che non si trattasse di una rapina finita male è stato chiaro fin dai primi giorni dell’indagine.


