Stipendi e tredicesime non pagati al personale di vigilanza del Consiglio regionale
Gli operatori della sicurezza della Pegaso, dopo un anno difficile, non si vedranno corrisposte la mensilità di novembre e la tredicesima. Minacciato lo sciopero. Appello della UIL al presidente del Consiglio.
Un Natale amaro per i lavoratori della Pegaso Security S.p.A., impegnati nel servizio di vigilanza armata presso la sede del Consiglio Regionale del Molise. A denunciarlo è la UILTuCS Molise, che parla di una situazione «grave e vergognosa», a pochi giorni dalle festività natalizie.
Secondo quanto comunicato dall’azienda alle Organizzazioni sindacali nazionali, non verranno corrisposte né la mensilità di novembre 2025 né la tredicesima. Una decisione che colpisce direttamente gli operatori della sicurezza, già provati da oltre un anno di difficoltà legate al dissesto societario dell’istituto di vigilanza.
La vicenda assume un peso ancora maggiore in Molise, dove i lavoratori svolgono un servizio di rilevanza pubblica all’interno di un ente istituzionale come il Consiglio regionale. «È paradossale – sottolinea il sindacato – che chi è chiamato a garantire quotidianamente la sicurezza di un’istituzione fondamentale non abbia certezze sul proprio salario e sulla serenità delle proprie famiglie».
A intervenire sono il segretario regionale UILTuCS Molise, Roberto Cordisco, e il segretario aggiunto Lidia De Benedittis, che puntano il dito contro l’affidamento di servizi pubblici ad aziende inadempienti. «Non è accettabile – affermano – continuare ad assegnare appalti di pubblica rilevanza a società che non rispettano i diritti dei lavoratori. Le criticità della Pegaso Security erano state già segnalate in passato».
Il sindacato rivolge un appello diretto al presidente del Consiglio regionale del Molise, Quintino Pallante, affinché si attivino misure urgenti a tutela dei lavoratori coinvolti. Nel frattempo, le Organizzazioni sindacali a livello nazionale hanno proclamato lo stato di agitazione e avviato le procedure previste dalla legge n. 146 del 1990.
Se non arriveranno rapidamente le spettanze dovute, non si esclude il ricorso allo sciopero, anche in Molise. «Saremo al fianco dei lavoratori – concludono Cordisco e De Benedittis – contro una scelta che dimostra totale disinteresse per il presente e il futuro dei dipendenti».


