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Sanità, il Pd del Basso Molise a sostegno di Castrataro: “Una battaglia senza confini territoriali”

La difesa della sanità pubblica molisana unisce i territori. Nella giornata di ieri, martedì 30 dicembre, i segretari di circolo del Partito Democratico di Guglionesi e Termoli, Annamaria Becci e Antonio Giuditta, hanno raggiunto Isernia per incontrare il sindaco Piero Castrataro, confermando il proprio sostegno alla mobilitazione intrapresa a tutela del diritto alla salute nella provincia pentra e nell’intera regione.

​L’iniziativa dei rappresentanti dem del Basso Molise vuole essere un segnale politico forte contro le logiche campanilistiche, sottolineando come le criticità che affliggono l’ospedale di Isernia siano speculari a quelle vissute quotidianamente dai cittadini di Termoli e di ogni altro comune molisano. Secondo i due segretari, la costruzione di un fronte comune e trasversale è l’unica risposta possibile di fronte alle pesanti carenze strutturali e organizzative che stanno portando il sistema sanitario regionale verso un progressivo aggravamento.

​Il quadro delineato dai rappresentanti del Partito Democratico è quello di un’emergenza che si trascina da anni, alimentata dalla cronica carenza di medici e infermieri, dal ridimensionamento di reparti strategici e da una difficoltà sempre più marcata nell’accesso alle cure primarie. Questa situazione, denunciano Becci e Giuditta, sta trasformando l’emigrazione sanitaria in una scelta obbligata per troppe famiglie, costrette a rivolgersi a strutture fuori regione con costi e disagi enormi.

​Nel ribadire che il diritto alla salute è un principio costituzionale che non può essere compromesso da gestioni inadeguate o scelte politiche miopi, i segretari hanno invocato interventi concreti e tempestivi. La pressione politica e istituzionale, secondo i vertici dem di Termoli e Guglionesi, deve puntare ora a ottenere risposte immediate sul fronte delle assunzioni,del potenziamento dei servizi territoriali e degli investimenti nelle strutture esistenti.

​La trasferta a Isernia si chiude dunque con un messaggio di unità indirizzato ai vertici regionali e nazionali: la battaglia per la sanità non ha confini e richiede uno sforzo corale per garantire cure dignitose a tutti i molisani, senza che nessun territorio venga lasciato indietro. Becci e Giuditta hanno assicurato che la mobilitazione proseguirà con ogni mezzo democratico, ribadendo la natura della sanità pubblica come bene comune da difendere a ogni costo.