Rinnovabili: la sfida delle “aree idonee” tra tutela dei campi e boom energetico
Con il via libera al decreto “Transizione 5.0” scatta il conto alla rovescia: la Regione ha tempi stretti per decidere dove installare i nuovi impianti. In gioco investimenti milionari, il taglio delle bollette e la salvaguardia del paesaggio rurale.
La partita per il futuro energetico del Molise ha nuove regole, scritte nero su bianco nel decreto legge 175/2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 21 novembre 2025. Il provvedimento, ribattezzato “Transizione 5.0”, non è solo un aggiornamento burocratico: è lo spartiacque che costringerà la Regione a ridisegnare letteralmente la mappa del territorio, decidendo una volta per tutte dove si potranno piantare pale eoliche e pannelli solari e dove, invece, prevarrà la tutela dell’agricoltura e la preservazione dei paesaggi.
Il testo introduce un cambio di rotta atteso da anni. Il cuore della novità è la limitazione severa all’installazione di fotovoltaico a terra sui terreni agricoli produttivi. Un freno al cosiddetto “solare selvaggio” che negli ultimi anni ha preoccupato agricoltori e comitati civici, dal Basso Molise fino alle aree interne. D’ora in poi, i pannelli dovranno convivere con le coltivazioni (agrivoltaico) o essere destinati a zone industriali e aree compromesse, salvando la vocazione rurale dei campi.
Ma attenzione: il decreto non è un “no” a tutto. Al contrario, impone alle Regioni di individuare entro termini stringenti le “aree idonee” per ospitare i nuovi impianti. Per il Molise, terra di vento e sole, è una sfida amministrativa enorme. Qualora le autorità della Regione non riuscissero a tracciare queste linee in fretta, il rischio sarebbe non solo alto ma anche duplice _–perdere la possibilità di governare lo sviluppo sul proprio territorio o, peggio, non cogliere l’occasione di investimenti cruciali proprio ora che gli ultimi fondi del PNRR e gli incentivi della ZES Unica potrebbero offrire alle imprese opportunità irripetibili.
La posta in gioco è economica, non solo ambientale. In un momento in cui il prezzo del gas scende ma resta fortemente volatile, produrre energia pulita in casa è l’unica assicurazione sulla vita per le nostre PMI e per le famiglie. Una programmazione ben fatta dello sviluppo delle rinnovabili permetterebbe, per esempio, di sfruttare i capannoni della zona industriale di Termoli o di Venafro per il fotovoltaico, riducendo i costi di produzione per le aziende, e di collocare l’eolico lì dove il vento tira forte senza sfregiare i borghi storici. Senza contare l’impatto sui bilanci comunali. Le “royaties” e le compensazioni ambientali derivanti dagli impianti, se ben negoziate all’interno delle aree idonee, possono diventare ossigeno puro per i piccoli comuni molisani che faticano a chiudere i bilanci.
La palla ora passa alla politica regionale. Il Molise si trova davanti a un bivio: subire passivamente le scelte di mercato, col rischio di nuovi conflitti sociali e ricorsi vari, oppure diventare protagonista della transizione, usando le rinnovabili per abbattere le bollette e attirare investimenti, senza svendere la propria anima agricola. Il tempo per decidere, però, è iniziato una settimana fa.
Il testo del DL 175/2025 e’ disponibile a questo link: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/11/21/25G00185/SG


