Nicola Abbatangelo alla regia di Sandokan: “Abbiamo creato una storia per la famiglia, scavando nella vita dei personaggi”
Dopo la fiction Doc, sul cui set è già tornato, il regista termolese ha firmato la regia della serie televisiva internazionale che ha riportato sulla scena Sandokan, con un cast di attori italiani e stranieri, con la Calabria trasformata nella Malesia e migliaia di telespettatori incollati alla tv
Riprendere in mano una fiction di successo del 1976 è un rischio non da poco. Ma nel 2025 qualcuno ci è riuscito vincendo una scommessa: il ritorno sul piccolo schermo di Sandokan è stato un successo di pubblico, non solo in fatto di numeri e di persone davanti alla tv a guardare il nuovo sceneggiato, ma anche in fatto di interazioni, commenti sui social, che di questi tempi sono fondamentali per analizzare i fenomeni televisivi, visto che i pareri passano anche sui gruppi Whatsapp e sotto ai post.
Il nuovo Sandokan è stato un successo di tutta la squadra, dentro cui c’è anche un termolese: il regista Nicola Abbatangelo, già alla regia di Doc – Nelle tue mani, la fiction dedicata ai medici con Luca Argentero, che con quest’opera ha diretto un cast internazionale per un prodotto che farà il giro del mondo.

Ancora una volta dietro alla macchina da presa con il suo collega Jan Maria Michelini, Nicola Abbatangelo ha dato vita nuovamente ad una storia che negli anni non si è mai dimenticata, ma che al contrario è stata presente nella memoria di chi in quel momento c’era: se un tempo era stato Kabir Bhedi a far rimanere incollati alla tv i telespettatori italiani, oggi è l’attore turco Can Yaman ad aver interpretato un ruolo non da poco, ma a detta di numeri e commenti, ha portato a casa una vittoria, un successo e anche una bella soddisfazione personale con il pubblico italiano, con cui ha ormai iniziato una grande amicizia grazie alla conoscenza abbastanza impeccabile nella lingua fatta di studio e impegno.
E proprio quel successo e quella soddisfazione è stata condivisa con tutta la squadra di lavoro che ha realizzato un’opera enorme e con tempi lunghissimi sul set e in studio per la post produzione. “Abbiamo visto insieme la prima e l’ultima puntata – ha commentato il termolese Nicola, quando la fiction si è ormai conclusa e le ultime due puntate sono andate in onda – ci sentiamo sempre con tutto il cast, ormai sono amici, in inglese, la lingua con cui abbiamo comunicato e lavorato perché è una produzione internazionale. Gli attori sono stati bravissimi ed è stato bellissimo lavorare insieme, abbiamo messo anima e cuore in questo lavoro”.

E proprio il cast stellare, italiano e straniero, è stato uno degli elementi di forza di tutto il lavoro, perché non solo ha messo insieme attori come Alessandro Preziosi e Ed Westwick, ma ha fatto di più: ha messo insieme davanti alla televisione chi ha conosciuto il conte Fabrizio Ristori in Elisa di Rivombrosa e chi si è innamorato di Chuch Buss in Gossip Girl. Praticamente un miracolo, un incontro di generazioni che si sono ritrovate davanti allo schermo con le mamme che negli anni ’70 erano bambine e hanno guardato per la prima volta Sandokan.
“Mi sembra di essere tornata a cinquant’anni fa – ha dichiarato qualche mamma davanti alla sigla con la famosa canzone della tigre della Malesia – e di avere di nuovo 7 anni”. “E’ proprio questa la vittoria più grande per noi – aggiunge Nicola analizzando numeri, ma soprattutto commenti e pareri del pubblico arrivati a valanga su social praticamente in tempo reale con la messa in onda – Penso che il nostro punto di forza sia aver dato vita alle storie passate dei protagonisti, aver raccontato la loro storia originaria, scavando dentro di loro e approfondendo la loro vita e anche le origini storiche”.

In Calabria e a Roma, nell’isola francese di Réunion nell’Oceano Indiano, nel castello di Sammezzano in Toscana: Sandokan è stato apprezzato anche e soprattutto per location vere che si sono affiancate a ricostruzioni in studio che hanno permesso di far scoprire al pubblico luoghi esistenti e dal fascino intenso e particolare, talmente forti da trasformarsi nella Malesia. “I luoghi erano magnifici, poi abbiamo lavorato usando una attrezzatura moderna e all’avanguardia, con ledwall enormi e tecnologie per ricreare le battaglie navali e le scene più intense. Amo creare mondi fantastici, mi intriga e mi stimola a fare bene, prepararmi per stupire il pubblico e far nascere in loro la meraviglia”.
Tra fine mese e inizio anno, sarà trasmessa in Spagna e arriverà anche in America Latina, mentre in Italia si pensa già alla seconda serie che vedrà sul set i protagonisti a partire dal 2026 per portare poi il prodotto in tv l’anno successivo. Ma anche in fatto di tempi Sandokan si è rivelato un prodotto dai numeri grandi: “Le riprese sono state fatte da aprile a settembre 2024, poi ci è voluto un anno di lavoro di post produzione, fino a settembre 2025, per la messa in onda a partire dal 1° dicembre. “Il potere di questa storia ha conquistato tutti, ha fatto in modo che le famiglie si riunissero davanti alla televisione; anche i più giovani, come i 19enni, lo hanno visto, generazioni nuove che hanno scoperto questo racconto e soprattutto che vale la pena combattere, ma è necessario avere una buona compagnia che ti supporti“.
Perché anche le storie delle fiction fanno dei giri immensi e poi ritornano.


