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L’ex Nautico cambia rotta: sarà teatro e biblioteca. Il sindaco: “Termoli riparte dalla cultura”

L’edificio di viale Trieste, dismesso da anni, sarà rifunzionalizzato come teatro e biblioteca all’interno del Piano Città degli immobili pubblici. Un progetto annunciato dal sindaco Balice che punta a colmare una storica assenza culturale e a restituire alla città uno spazio simbolo, partendo dalla rigenerazione e non dalla vendita.

L’ex Istituto Nautico di Termoli è da molti anni chiuso, in attesa di un destino ma ora ce l’ha: sarà il teatro della città di Termoli. Affacciato su viale Trieste, con le finestre sbarrate, i muri segnati dal tempo e le scritte che raccontano più l’abbandono che la storia. Eppure, per tante generazioni di termolesi, quell’edificio non è mai stato solo cemento: è stato una scuola, un passaggio di vita, un pezzo dell’identità di una città che al mare ha sempre legato il proprio destino.

Oggi, dopo anni di ipotesi, tentativi falliti, progetti accantonati e perfino proposte di vendita, la rotta dell’ex Nautico cambia direzione. L’annuncio è arrivato ufficialmente dal sindaco Nicola Balice, nel corso della presentazione del Piano Città degli immobili pubblici: l’edificio dismesso diventerà teatro e biblioteca, un nuovo polo culturale pensato per restituire alla comunità uno spazio simbolo e, soprattutto, per colmare una lacuna storica.

Termoli, infatti, non ha un teatro, nonostante sia la cittadina più grande e importante del Basso Molise. Un’assenza che pesa, soprattutto se si guarda ai centri più piccoli del territorio: Larino ha il Risorgimento, Guglionesi il Fulvio. Termoli, no. Una contraddizione che oggi l’amministrazione comunale prova a risolvere partendo proprio da uno degli edifici più riconoscibili.

Il progetto rientra nel Piano Città degli immobili pubblici, l’accordo firmato oggi 23 dicembre tra Comune, Regione Molise, Agenzia del Demanio e Direzione Marittima, ma in questo caso il valore va oltre la cornice istituzionale. Qui non si parla solo di rigenerazione urbana o di razionalizzazione del patrimonio: si parla di cultura, di spazi che mancano, di un vuoto che negli anni è stato evidente a chiunque viva la città.

Balice lo ha detto chiaramente: “L’ex Nautico non diventerà soltanto una biblioteca tradizionale, ma uno spazio culturale multifunzionale, capace di ospitare teatro, attività artistiche, momenti di aggregazione, confronto e innovazione. Un luogo pensato anche per i giovani, con l’idea di un caffè letterario, aree di studio, spazi per progetti e start-up culturali. Un edificio che torni ad essere vissuto, non solo visitato”.

Piano degli immobili Termoli

Un segnale concreto, anche nei tempi. Il sindaco ha annunciato che già a gennaio partirà il monitoraggio preliminare alla progettazione, indicando una data simbolica: il 13 gennaio. Non sarà un percorso semplice, lo sanno tutti, ma l’obiettivo è chiaro ed è stato comunque messo nero su bianco.

L’ex Nautico, come descritto anche nelle schede ufficiali del Piano, occupa una posizione strategica, alle spalle della stazione ferroviaria, in un’area urbana oggi frammentata e sottoutilizzata. La sua rifunzionalizzazione è pensata come parte di una riqualificazione più ampia, capace di ricucire spazi, creare nuovi percorsi pedonali e restituire qualità urbana a una zona che oggi appare marginale nonostante la centralità.

Non è un dettaglio secondario. Negli anni, quell’edificio è stato al centro di scelte controverse. Più volte, tra il 2014 e il 2022, l’ex Nautico è finito in piani di alienazione insieme ad altri immobili scolastici, con l’ipotesi di cessione ai privati in cambio di opere pubbliche. Scelte che avevano sollevato forti critiche politiche e civiche, proprio perché rischiavano di cancellare luoghi carichi di memoria e funzione pubblica.

Oggi la direzione è opposta. Non vendita, non demolizione, ma recupero e riuso. Non consumo di suolo, ma valorizzazione di ciò che esiste. Un cambio di paradigma che assume un peso particolare proprio perché riguarda uno degli edifici simbolo della città.

Le immagini attuali dell’ex Nautico raccontano a modo loro il potenziale di un intervento che, se realizzato, potrebbe incidere davvero sulla qualità della vita urbana, sull’offerta culturale e sull’attrattività della città durante tutto l’anno, non solo nei mesi estivi.

Il progetto del teatro e della biblioteca è uno dei tasselli più significativi del Piano Città, che coinvolge anche il waterfront, le aree di Rio Vivo e Termoli Nord, l’ex Caserma DICAT (quella della Finanza in Corso Fratelli Brigida, per intenderci) e altri immobili pubblici. Ma l’ex Nautico, più di altri, tocca un nervo scoperto: quello della cultura come servizio essenziale.

Piano degli immobili TermoliPiano degli immobili Termoli

Perché, se il Piano Città rappresenta la visione complessiva, l’ex Nautico è il luogo dove quella visione prova a diventare concreta. Un edificio che per anni è stato simbolo di abbandono, finito al centro di cronache su degrado e mancanza di sicurezza, potrebbe tornare ad essere spazio di incontro, creatività e partecipazione. E, finalmente, Termoli potrebbe avere il suo teatro.

Ora la sfida passa dalle parole ai fatti e gennaio sarà il primo banco di prova.