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Migliora il 14enne picchiato a sangue dai coetanei. La madre ringrazia la scuola, e il paese chiede più sicurezza

Il ragazzo aggredito una settimana fa comincia a riprendersi. La madre, Angela, ringrazia pubblicamente l’Istituto agrario di Larino e il convitto per la vicinanza dimostrata. Intanto proseguono le indagini sull’aggressione di gruppo documentata in un video e Santa Croce di Magliano, dopo l’emersione di un clima di violenza legato a una baby gang di giovanissimi, chiede più tutela e presenza sul territorio.

Arriva una notizia che, dopo giorni segnati da paura e indignazione generale, restituisce un primo segnale di sollievo alla comunità di Santa Croce di Magliano: il 14enne brutalmente aggredito una settimana fa sta meglio e comincia lentamente a riprendersi dopo il grave episodio di violenza che lo ha coinvolto.

Una buona notizia, attesa e importante, che non cancella il trauma fisico e psicologico subito dal ragazzo, ma che rappresenta un punto fermo per la famiglia e per un paese ancora profondamente scosso da quanto accaduto.

L’aggressione, avvenuta in via Roma sabato 6 dicembre tra le 19 e le 20, e documentata da un video che ha fatto il giro dei social, ha mostrato una violenza improvvisa e sproporzionata: calci e pugni inferti da tre coetanei, mentre due ragazze riprendevano la scena con i telefoni. Un episodio che, secondo quanto emerso anche dal racconto di diversi residenti, si inserisce in un contesto più ampio fatto di intimidazioni e comportamenti violenti attribuiti a un gruppo di giovanissimi, una sorta di baby gang che da tempo preoccupa il paese.

In queste ore la madre del ragazzo, Angela, ha voluto però spostare l’attenzione anche su un altro aspetto della vicenda: la vicinanza ricevuta dalla scuola. Un sostegno concreto, umano, che per la famiglia ha fatto la differenza nei giorni più difficili.
“Vorrei ringraziare l’Istituto agrario di Larino e tutto il personale Ata per la serietà e la disponibilità dimostrate in questo momento – ci racconta, con la voce carica di emozione –. Un grazie particolare alla dirigente scolastica per l’umanità e la competenza con cui ci è stata vicina, e ai docenti per il sostegno e il supporto offerti a mio figlio. Ringrazio anche tutto il convitto, dove mio figlio ha trovato una seconda famiglia”.

Parole semplici, che restituiscono il valore di una comunità educativa capace di andare oltre il ruolo formale e di farsi presidio di protezione e ascolto quando accade l’impensabile.

caserma carabinieri santa croce di magliano

Sul piano giudiziario, le indagini proseguono. I carabinieri della stazione di Santa Croce di Magliano, coordinati dalla Procura per i minorenni di Campobasso, hanno iniziato ad ascoltare compagni di scuola e amici del ragazzo. Secondo quanto emerso, e come avevamo già raccontato, all’origine dell’aggressione ci sarebbe un episodio avvenuto in ambito scolastico, degenerato poi in un vero e proprio agguato serale nei vicoli del paese. Una ricostruzione ora al vaglio degli inquirenti.

Intanto Santa Croce ha deciso di rompere il silenzio. Nel pomeriggio di lunedì 15 dicembre, la sala consiliare del Comune si è riempita come non accadeva da anni. Quello che doveva essere un incontro informativo sulle truffe agli anziani si è trasformato in un confronto acceso e partecipato sulla sicurezza e sulla violenza giovanile. Cittadini, famiglie, commercianti e anziani hanno preso la parola, portando dentro il Municipio paure, rabbia e una richiesta esplicita di tutela.

Dal pubblico sono emerse testimonianze di episodi che, secondo molti, non sarebbero isolati: aggressioni, minacce, pressioni per non denunciare. Racconti che hanno contribuito a delineare un quadro preoccupante e che hanno spinto i presenti a chiedere maggiore presenza delle forze dell’ordine e interventi concreti.

All’incontro hanno partecipato il sindaco Alberto Florio e il comandante della stazione dei Carabinieri, il maresciallo Matteo Diamilla. Quest’ultimo ha chiarito i limiti dell’azione investigativa in assenza di denunce e collaborazione attiva, lanciando anche un monito contro il rischio di derive pericolose come la giustizia privata. Il sindaco ha riconosciuto apertamente il clima di tensione che attraversa il paese, definendo l’aggressione al 14enne un fatto grave e assicurando contatti già avviati con Prefettura e vertici provinciali dell’Arma, oltre al coinvolgimento dei servizi sociali.

È stata annunciata anche l’organizzazione di un nuovo incontro pubblico dedicato al bullismo e al disagio giovanile, con il coinvolgimento di scuola, parrocchia, famiglie e istituzioni. Dalla minoranza consiliare è arrivata la richiesta di maggiore tutela per la famiglia del ragazzo e l’ipotesi di una raccolta firme per chiedere più sorveglianza sul territorio.

L’assemblea si è chiusa senza soluzioni immediate e con gli animi ancora accesi, ma con una consapevolezza ormai condivisa: Santa Croce di Magliano non vuole più far finta che il problema non esista. La violenza è diventata una questione pubblica, collettiva, che chiama in causa responsabilità educative, sociali e istituzionali.

In questo contesto, la notizia delle condizioni in miglioramento del ragazzo e le parole di ringraziamento della madre assumono un valore ancora più forte. Raccontano che, accanto alla paura e alla rabbia, esiste una rete che regge. Ma dicono anche che quella rete va rafforzata, prima che la violenza torni a colpire e prima che un altro episodio trasformi di nuovo la cronaca in emergenza.