Dati Istat
|Incidenti stradali, la Bifernina resta la più pericolosa del Molise. Ma gli scontri mortali sono in calo
Nel 2024 in Molise sono diminuiti in modo significativo le vittime della strada, ma la SS647 continua a rappresentare il punto più critico della rete viaria regionale, con l’indice di mortalità più alto
La Bifernina è la strada con il più alto livello di pericolosità in Molise: nel 2024 registra un indice di mortalità pari a 18,2 decessi ogni 100 incidenti stradali, a fronte di una media regionale di 2,5. È il valore più elevato tra le principali arterie analizzate dal Focus Istat regionale sugli incidenti stradali in Molise, e fotografa una criticità netta e localizzata sulla rete extraurbana.
Il dato sulla Bifernina emerge in un quadro complessivo che, nel suo insieme, mostra segnali incoraggianti per quanto concerne gli incidenti stradali. Nel 2024 in Molise si sono verificati 487 incidenti con lesioni a persone, con 12 vittime e 724 feriti. Rispetto all’anno precedente, le vittime sono diminuite del 25 per cento, passando da 16 a 12, mentre nel confronto di lungo periodo il calo è ancora più marcato: dal 2010 la riduzione dei morti sulle strade molisane raggiunge il 57,1 per cento, un valore nettamente superiore alla media nazionale.
Il miglioramento complessivo, tuttavia, non è omogeneo sul territorio. Accanto alla SS647, il Focus segnala altre strade statali con un numero rilevante di sinistri, come la SS85, la SS17, la SS87 e la SS158, oltre al tratto molisano dell’autostrada A14. Su questi assi l’incidentalità risulta più distribuita e con indici di mortalità e gravità inferiori rispetto a quelli registrati sulla Bifernina. In particolare, sulla SS85 nel 2024 si contano 31 incidenti, con 2 vittime e 52 feriti, senza però raggiungere i livelli di rischio evidenziati sulla SS647.
Colpisce, invece, l’assenza di dati dettagliati su alcune infrastrutture strategiche. Il Focus non fornisce un’analisi specifica sulla SS650 Trignina, una delle principali arterie di collegamento tra Molise e Abruzzo. La strada non compare tra quelle esaminate singolarmente con indicatori di mortalità e gravità, rendendo impossibile una valutazione puntuale del rischio o un confronto diretto con la SS647. Un vuoto che si ritrova allo stesso modo anche nei dati abruzzesi.
L’analisi territoriale conferma che il peso dell’incidentalità resta concentrato fuori dai centri principali. Oltre due terzi degli incidenti avvengono nelle cosiddette Aree Interne, mentre i centri urbani raccolgono poco meno di un terzo dei sinistri. Se in città il numero assoluto degli incidenti è più alto, sulle strade extraurbane cresce la gravità degli eventi, con un indice di mortalità superiore rispetto agli ambiti urbani.
A incidere sono anche le modalità degli incidenti. Quelli che coinvolgono un solo veicolo, più frequenti fuori dai centri abitati, presentano un indice di mortalità più elevato rispetto agli scontri tra più mezzi. Tra le cause principali restano la guida distratta, la velocità troppo elevata e le manovre irregolari, fattori che sulle arterie extraurbane producono conseguenze più gravi.
Il Focus evidenzia infine un altro elemento critico. Nonostante la riduzione complessiva delle vittime, cresce l’incidenza delle fasce più vulnerabili per età. Bambini, giovani e soprattutto anziani rappresentano oggi due terzi dei decessi sulle strade molisane. Tra i pedoni il dato è ancora più netto: nel 2024 tutti i pedoni morti avevano più di 65 anni.
Il quadro che emerge è quindi doppio. Da un lato il Molise ha già superato, in anticipo, l’obiettivo europeo di dimezzamento delle vittime della strada. Dall’altro restano nodi irrisolti, concentrati su alcune arterie extraurbane come la SS647 e su categorie di utenti particolarmente fragili, che continuano a pagare il prezzo più alto in termini di sicurezza.


