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Firmato il Piano Città: in gioco 9 immobili pubblici per ridisegnare waterfront e spazi urbani di Termoli

Firmato in Sala consiliare il Piano Città degli immobili pubblici di Termoli tra Agenzia del Demanio, Comune, Regione Molise e Direzione Marittima. Nove tra immobili e aree strategiche entrano in una visione integrata di rigenerazione urbana che guarda al mare, al patrimonio pubblico, alla mobilità, ai servizi e all’identità della città. Un progetto oggi sulla carta, ma destinato a incidere in modo strutturale sul futuro urbano.

La firma è avvenuta oggi, nella Sala consiliare del Comune di Termoli, ma il significato dell’accordo va oltre l’atto formale. Con il Piano Città degli immobili pubblici, sottoscritto da Agenzia del Demanio, Comune di Termoli, Regione Molise e Direzione Marittima dell’Abruzzo, del Molise e delle Isole Tremiti, la città mette in gioco nove tra immobili e aree strategiche e avvia un processo di rigenerazione urbana che punta a ridisegnare waterfront, spazi pubblici e assetti urbani complessivi.

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La sottoscrizione dell’intesa – avvenuta alla presenza del sindaco Nico Balice, del presidente della Regione Molise Francesco Roberti, della responsabile regionale Abruzzo e Molise dell’Agenzia del Demanio Caterina Micossi e del direttore marittimo Daniele Giannelli – ha assunto un forte valore istituzionale anche per la partecipazione dei consiglieri comunali di maggioranza e degli assessori. Un segnale politico per marcare l’importanza dell’accordo all’interno della strategia complessiva dell’amministrazione. A introdurre i contenuti del Piano è stato anche un video di presentazione, costruito attraverso video-schede tematiche, che ha illustrato la visione generale e i principali ambiti di intervento.

Il Piano Città si inserisce nel quadro delle politiche del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che attraverso l’Agenzia del Demanio promuove un’evoluzione nella gestione del patrimonio pubblico: non più singoli edifici affrontati in modo isolato, ma una visione strategica di sviluppo urbano capace di generare valore economico, sociale e ambientale e di restituire gli immobili pubblici alla vita attiva delle comunità.

Il sindaco Nico Balice ha sottolineato come il Piano nasca da un lavoro costruito nel tempo e da una convinzione precisa: Termoli deve ripartire dal mare, elemento identitario che può diventare il filo conduttore di una rigenerazione urbana inclusiva e culturale. Gli immobili pubblici oggi dismessi o sottoutilizzati, ha spiegato, per anni sono stati solo “sogni”, luoghi su cui immaginare una città diversa. Il Piano Città offre finalmente una cornice concreta per trasformare quelle aspettative in un percorso strutturato, fondato su sostenibilità, inclusione e innovazione. In questo contesto si colloca anche la rifunzionalizzazione dell’ex Istituto Nautico, indicata dal sindaco come uno dei tasselli centrali della strategia culturale cittadina.

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Il presidente della Regione Molise Francesco Roberti ha inquadrato l’accordo come un esempio di sinergia istituzionale capace di contrastare una criticità diffusa: l’abbandono di un patrimonio immobiliare pubblico che spesso coincide con pezzi di identità collettiva. Roberti ha richiamato il valore degli immobili “identitari”, sottolineando come la loro riqualificazione consenta di conservare la memoria dei luoghi e, allo stesso tempo, di restituirli alla collettività con nuove funzioni. La rigenerazione urbana, in questa prospettiva, non è solo recupero edilizio ma uno strumento per tenere insieme storia, servizi e sviluppo.

Piano degli immobili Termoli

Durante la conferenza è stato letto anche il messaggio del sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, che ha evidenziato come il Piano Città rappresenti un modello di lavoro condiviso tra Stato ed enti territoriali. Un percorso che supera l’approccio al singolo immobile e adotta una visione di medio-lungo periodo, nella quale il patrimonio pubblico diventa leva strategica per la crescita, la sostenibilità e la qualità urbana.

Nel dettaglio, il Piano Città degli immobili pubblici di Termoli individua un primo portafoglio di nove beni. Cinque sono di proprietà dello Stato: le aree del lungomare nord, l’area di Rio Vivo e l’area Termoli Nord (ex Sati), le aree retroportuali, l’ex Caserma DICAT e la Capitaneria di Porto. Tre immobili appartengono al Comune di Termoli: l’ex Istituto Nautico, l’area edificabile di via Firenze e l’ex Caserma dei Carabinieri. Completa il quadro un’area di proprietà di Autostrade per l’Italia, individuata come Area ASPI. Il Piano prevede espressamente la possibilità di ampliare questo portafoglio, coinvolgendo ulteriori immobili e altri enti istituzionali.

Piano degli immobili Termoli

Il cuore della trasformazione immaginata, alla quale concorreranno anche privati e parteciperà la Fondazione Macte, per la quale era presente oggi in Municipio Paolo Larivera (direttore) è il waterfront. Le aree di Rio Vivo e Termoli Nord vengono individuate come poli strategici e complementari di un unico disegno di ricucitura urbana, pensato per collegare il lungomare nord e quello sud in un continuum paesaggistico e funzionale. Su questi ambiti il Piano prevede il ricorso a partenariati pubblico-privati, non limitati ai servizi turistici tradizionali ma estesi a progetti con una forte dimensione sociale e inclusiva, anche in collaborazione con il terzo settore. L’obiettivo è creare un fronte mare accessibile, attraversabile, capace di ospitare mobilità dolce, spazi di aggregazione, attività educative e culturali.

Un altro tassello centrale è rappresentato dall’ex Caserma DICAT, edificio storico lungo via Fratelli Brigida, realizzato tra il 1935 e il 1943 e oggi utilizzato dalla Guardia di Finanza. Le condizioni strutturali e logistiche non più adeguate rendono necessaria la delocalizzazione dei reparti, passaggio che consentirà di restituire l’immobile alla città. Il Piano immagina per la DICAT una riconversione in chiave culturale e turistica, trasformando un luogo oggi inaccessibile in un nuovo punto di riferimento civico, capace di generare attrattività e di riattivare connessioni urbane.

Piano degli immobili Termoli

Sul fronte marittimo, la collaborazione con la Direzione Marittima viene indicata come esempio concreto di integrazione istituzionale. La riqualificazione della Capitaneria di Porto, già avviata, è stata citata come caso virtuoso di rigenerazione senza demolizione, orientata al miglioramento dell’efficienza energetica e funzionale degli edifici pubblici.

Nel suo complesso, il Piano Città degli immobili pubblici di Termoli è oggi ancora un progetto sulla carta. Ma è una carta che fissa una direzione chiara e impegni verificabili: ridurre il consumo di suolo, valorizzare gli immobili di valore storico e architettonico, rafforzare il legame tra centro urbano, mare e porto, potenziare i servizi culturali e di prossimità e migliorare la qualità degli spazi pubblici.

Piano degli immobili Termoli

La vera novità sta nel metodo e nella scala dell’intervento. Non singoli cantieri isolati, ma una strategia che guarda alla città come a un organismo unitario. Se e come questa visione si tradurrà in opere concrete dipenderà dai prossimi passaggi. Ma la firma di oggi segna un punto fermo: per la prima volta Termoli prova a ripensarsi in modo organico, usando il patrimonio pubblico come leva per una trasformazione urbana profonda e strutturale.

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