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Decreto Salva Casa e legge delega, i tecnici: «Norme troppo complesse, serve vera semplificazione»

Semplificazione, chiarezza e uniformità normativa: sono queste le priorità emerse con forza nel convegno “Decreto Salva Casa e Legge Delega: tra normativa e sentenze”, organizzato dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Campobasso.

Un confronto molto partecipato che ha messo in luce le difficoltà quotidiane dei professionisti, costretti a muoversi in un quadro legislativo frammentato e spesso contraddittorio.

A introdurre i lavori è stato il presidente dell’Ordine, Alessandro Izzi, che ha evidenziato l’urgenza di un aggiornamento normativo organico e di strumenti efficaci per il governo del territorio. «Siamo pronti a collaborare con la Regione Molise — ha affermato — che però non ha ancora recepito le novità del Salva Casa ed è in ritardo nella revisione dei piani urbanistici».

Il dibattito si è concentrato in particolare sul decreto Salva Casa e sulla recente proposta di legge delega che porterà al nuovo Testo Unico dell’Edilizia. I tecnici hanno sottolineato la necessità di norme coordinate, capaci di eliminare zone d’ombra che oggi penalizzano professionisti e amministrazioni.

L’architetto Alessandro Panci, delegato alle Politiche nazionali dell’Ordine di Roma, ha spiegato come il sistema ordinistico abbia contribuito alla stesura del futuro Testo Unico. Tra le priorità indicate:

  • definizione chiara delle competenze tra Stato e Regioni;

  • eliminazione delle norme superate;

  • modulistica unificata;

  • digitalizzazione degli Sportelli Unici;

  • creazione di una piattaforma nazionale unica per le pratiche edilizie.

Anche l’architetto Cristiano Guernieri, presidente dell’Ordine di Mantova, ha insistito sulla necessità di norme semplici e univoche. «L’incertezza legislativa è il vero ostacolo del nostro lavoro — ha spiegato — per questo nei prossimi mesi dovremo farci portavoce di una posizione comune».

Molto critici gli interventi dedicati al Salva Casa.
Il geometra Salvatore Di Bacco (Unitel) lo ha definito «un vero labirinto», sottolineando la difficoltà di applicazione e l’effetto paradossale di un decreto pensato per semplificare ma che, nei fatti, rischia di rallentare l’attività edilizia. Le norme, ha spiegato, contengono incongruenze che stanno generando conflitti professionali anziché favorire collaborazione.

Dello stesso avviso l’avvocato Livio Lavitola, consulente dell’Ordine di Roma, secondo cui il decreto ha aumentato le responsabilità dei tecnici senza tener conto della giurisprudenza. «La missione era snellire — ha osservato — ma la confusione è aumentata e i tecnici sono stati caricati di oneri aggiuntivi».

Un punto particolarmente delicato riguarda il Molise, unica regione che non ha ancora recepito il decreto, lasciando i professionisti senza indicazioni operative chiare.

«Le troppe sfumature del decreto — ha concluso Di Bacco — lo rendono di fatto inapplicabile in modo uniforme sull’intero territorio nazionale».

Moderato dall’architetto Giancarlo Manzo, referente della Commissione Urbanistica dell’Ordine di Campobasso, l’incontro ha offerto spunti tecnici, giuridici e politici utili a orientare un processo normativo che è ancora in evoluzione.
Una consapevolezza condivisa resta però al centro: senza una reale semplificazione e una visione normativa coerente, la rigenerazione urbana e lo sviluppo dei territori resteranno obiettivi difficili da raggiungere.