Ciclovia Adriatica, a Petacciato si valuta il ritorno al tracciato lato mare per evitare il “buco”. Ma pesa l’incognita Pnrr
Tra cantieri incompleti, ponti ancora da realizzare e scadenze ravvicinate, il rischio è interrompere la continuità dell’opera: da risolvere anche il collegamento fra porto e lungomare Colombo
Torna concreta la possibilità di riportare il tracciato della Ciclovia adriatica sul lato mare nel tratto tra Termoli e Petacciato, superando uno dei nodi più critici dell’intero progetto, sul quale pesa ancora l’incognita dei fondi Pnrr. È una delle novità delle ultime settimane, dopo il clamore suscitato dalla bocciatura del progetto che avrebbe spostato fra le ferrovia e la Statale 16 il percorso dell’opera ciclopedonale che nel complesso è pensata per unire l’intera costa adriatica con un’infrastruttura da percorrere a piedi o in bici. Il confronto è in corso anche a livello regionale, per evitare che l’opera resti spezzata proprio in uno dei suoi punti più strategici.
Il collegamento tra Termoli e Petacciato è infatti il passaggio che oggi decide il futuro dell’intera ciclovia molisana. Senza una soluzione continua e sicura, il rischio è quello di realizzare decine di chilometri di pista con un’interruzione obbligata, costringendo i ciclisti a rientrare sulla statale, con evidenti problemi di sicurezza.
L’ipotesi del tracciato lato mare, accantonata negli anni scorsi, è tornata sul tavolo come soluzione più funzionale, a patto di preservare le strutture esistenti, in particolare lidi balneari e aree camping. Lo spazio, secondo le valutazioni tecniche, esiste e permetterebbe di evitare espropri e interferenze con la carreggiata della statale, oggi non modificabile.
Le alternative tentate finora hanno mostrato tutti i loro limiti. Il passaggio tra ferrovia e statale si è rivelato un progetto incompleto, privo delle necessarie autorizzazioni e gravato da vincoli legati ad Anas e Ferrovie. Una “mezza soluzione” che si interrompe e riprende, lasciando scoperti tratti fondamentali e rendendo il percorso poco leggibile e poco sicuro.
A pesare su tutto è il fattore tempo. La scadenza ufficiale del Pnrr resta fissata al 30 giugno 2026. In Commissione europea si discute di una possibile proroga di 18 mesi, mentre a livello regionale si parla di un allungamento di poche settimane, forse fino ad agosto, ma al momento non esistono certezze formali. Un’incognita che riguarda un finanziamento complessivo di quasi 25 milioni di euro.
Nel frattempo, i lavori procedono a macchia di leopardo. Tra Petacciato e Montenero i cantieri sono attivi ed è stato praticamente completato il nuovo ponte in legno sul torrente Tecchio a Petacciato, dopo la sostituzione del vecchio che era ormai ammalorato e pericoloso. Restano da realizzare i ponti più importanti e difficili da costruire: quello sul Biferno a sud e soprattutto quello sul Trigno a nord, il più complesso, che sarà realizzato in ferro.

A Termoli nord, il tracciato già esistente verrà completato con la tinteggiatura in verde, ma senza illuminazione, limitandone l’utilizzo alle sole ore diurne. Un altro vuoto progettuale che incide sulla funzionalità complessiva dell’opera.
Resta aperto anche il nodo del collegamento tra porto e lungomare nord di Termoli, dove l’unica soluzione possibile passa dall’eliminazione dei parcheggi a raso nel primo tratto di via Cristoforo Colombo, dalla passeggiata sotto i trabucchi fino alla zona del Panfilo. Un intervento che potrebbe essere compensato dal rifacimento di piazza Sant’Antonio e Pozzo Dolce, dove è previsto il recupero dei posti auto. Infine bisognerà completare il collegamento tra Termoli e Campomarino, che in parte dovrebbe sfruttare la passerella in legno già esistente a Rio Vivo.
Senza scelte rapide e coerenti, il rischio è che la ciclovia adriatica diventi un’infrastruttura incompleta, costringendo ciclisti e famiglie a rientrare sulla statale in tratti già pericolosi. Dal Pnrr alle modifiche del tracciato, il 2026 sarà un anno decisivo per la Ciclovia adriatica in Molise.


