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Acquaviva, comunità senza chiesa da 7 anni: sarà un altro Natale nel garage

La comunità è costretta anche quest’anno a celebrare le festività in uno spazio di fortuna: la chiesa danneggiata dal terremoto del 2018 resta inaccessibile, con i lavori fermi in attesa dei pareri necessari

Anche il Natale 2025, per la comunità di Acquaviva Collecroce, sarà celebrato lontano dalla propria chiesa. A oltre sette anni dal terremoto dell’agosto 2018, la chiesa di Santa Maria Ester resta ancora chiusa perché inagibile e le funzioni religiose continuano a svolgersi in uno spazio di fortuna: un garage di circa 80 metri quadrati, adattato a luogo di culto.

È una situazione che si ripete ormai da anni e che Primonumero ha seguito a più riprese, raccontando il disagio di una comunità costretta a vivere momenti centrali della propria vita religiosa e civile in condizioni precarie. Non solo le messe domenicali e quelle delle festività, ma anche battesimi, funerali e celebrazioni solenni trovano posto in un ambiente che può accogliere solo poche decine di persone. Quando lo spazio non basta, molti fedeli sono costretti a seguire le funzioni all’esterno, anche in presenza di freddo, pioggia o intemperie.

La chiesa di Santa Maria Ester non è un edificio qualsiasi. È un luogo di grande valore storico e simbolico: in passato appartenne ai Cavalieri di Malta, conserva al suo interno una statua attribuita a Paolo Saverio Di Zinno e, soprattutto, reca sulla muratura esterna il celebre Quadrato del Sator, un’iscrizione palindroma di origine romana, unica in Molise, che rende l’edificio un unicum anche dal punto di vista culturale e turistico.

Dopo il sisma del 2018, i sopralluoghi tecnici ne decretarono l’immediata inagibilità. Da allora si sono susseguite soluzioni temporanee: prima la cappella della casa di riposo, poi i locali dell’asilo, fino alla sistemazione attuale nel garage, adottata quando anche gli spazi scolastici sono tornati alla loro funzione originaria.

Negli anni, la Curia di Termoli-Larino, proprietaria dell’edificio, ha attivato un primo intervento grazie a un finanziamento della Cei, pari a poco più di 300mila euro, destinato al consolidamento delle fondazioni. Tuttavia, anche quel cantiere si è fermato. Al momento, l’intero iter delle ricostruzione della chiesa di Acquaviva Collecroce resta bloccato in attesa del parere della Soprintendenza, passaggio necessario per poter avviare o completare gli interventi strutturali.

Nel frattempo, sul piano generale, la ricostruzione post-sisma del 2018 continua a procedere a rilento. Solo negli ultimi mesi sono stati annunciati nuovi strumenti, dal protocollo tra Ministero della Protezione civile e Regione Molise ai recenti emendamenti parlamentari sul superbonus, che dovrebbero agevolare il completamento degli interventi nei comuni colpiti. Ma ad Acquaviva Collecroce, alla vigilia del Natale, tutto questo resta ancora lontano dalla vita quotidiana dei cittadini.

Così, anche quest’anno, la notte più attesa dell’anno verrà vissuta in un garage, simbolo concreto di una ricostruzione che, per molti territori del Molise interno, continua a rimanere incompiuta.