Resistenza montana
|Capracotta, 40 trattori accesi per il solstizio: un albero di Natale che parla di resistenza nelle aree interne
Alla vigilia del solstizio d’inverno, nella contrada Macchia di Capracotta, quaranta trattori illuminati hanno disegnato un grande albero di Natale. Un gesto semplice e potente, nato dall’iniziativa di due giovani agricoltori, diventato simbolo di resistenza, lavoro e speranza per la montagna molisana
Alla vigilia del solstizio d’inverno, quando la luce sembra ritirarsi e l’inverno entra nel vivo, Capracotta ha scelto di accenderla a modo suo. Nella contrada Macchia, in un campo immerso nel buio dell’alta montagna, oltre quaranta trattori si sono disposti con precisione fino a formare un grande albero di Natale visibile dall’alto, illuminato dalle luci dei mezzi agricoli.
Non una scenografia, ma un gesto concreto. L’idea è nata dall’impegno e dalla creatività di due giovani imprenditori agricoli, Antonio Lemme e Andrea Pallotta, che hanno trasformato strumenti di lavoro quotidiano in un segno collettivo. Trattori che di giorno affrontano neve, freddo e pendenze, e che per una sera hanno raccontato un’altra storia: quella di chi sceglie di restare, investire e costruire futuro nelle aree interne, anche quando tutto sembra più difficile.

Capracotta, il comune più alto del Molise, a 1.400 metri di altitudine, è spesso citata come esempio di marginalità geografica. Ma immagini come questa ribaltano la narrazione. Non c’è folklore, né nostalgia: c’è un messaggio chiaro, affidato alla terra e a chi la lavora. L’albero di Natale fatto di trattori non celebra solo le feste, ma la dignità del lavoro agricolo, la forza delle comunità di montagna e la scelta consapevole di restare.
A sottolinearlo è stato anche il sindaco, che ha parlato di un’iniziativa “davvero significativa”, capace di illuminare non solo una contrada, ma il futuro del territorio. Un segnale di speranza rivolto soprattutto ai giovani che, come Antonio e Andrea, decidono di scommettere qui il proprio domani.
Nel giorno che segna il passaggio simbolico dalla notte più lunga al ritorno della luce, Capracotta ha acceso il suo albero più autentico. Fatto di lavoro, di fatica e di orgoglio. E, forse, proprio per questo, impossibile da spegnere.


