Zona franca doganale, la scommessa del Cosib: 50mila metri quadrati per il rilancio industriale
I lavori procedono: entro il 2027 la prima zona franca doganale del Molise sarà realtà. Finanziata con fondi PNRR, punta a riportare investimenti, logistica e occupazione in un territorio che cerca un nuovo futuro.
Nel vasto piazzale di fronte alla ITT, dove fino a qualche mese fa c’erano solo sterpaglie e erba incolta, oggi si muovono mezzi e operai. Sono i primi lavori per la Zona Franca Doganale del Cosib, il progetto che promette di cambiare la geografia industriale del Basso Molise. Dopo anni di carte, pareri e autorizzazioni, la svolta è arrivata. A metà settembre il cantiere è stato consegnato e le opere infrastrutturali sono ufficialmente partite.
Il Cosib ha annunciato tempi certi: “Dovremmo completare tutto entro 18 mesi, quindi all’inizio del 2027”. Un traguardo realistico, che segnerà l’avvio della prima zona franca doganale del Molise.
L’intervento, dal valore complessivo di 15,6 milioni di euro, è finanziato con fondi del PNRR (Missione 5 – Componente 3 – Investimento 4, Intervento 13) e prevede la realizzazione di un’area completamente attrezzata per la movimentazione, lo stoccaggio e la trasformazione di merci provenienti dall’estero.
Si tratta di un’infrastruttura che garantirà vantaggi doganali e fiscali: le aziende insediate potranno importare, lavorare e riesportare merci senza pagare dazi e IVA, con procedure semplificate e controlli digitali in tempo reale.
La determinazione direttoriale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, emanata il 31 luglio 2024, ha ufficializzato la nascita della zona franca di Termoli.
Il perimetro, proposto dal Cosib e approvato dalla Direzione Territoriale Puglia–Molise–Basilicata, si estende su 49.754 metri quadrati — circa cinque ettari — ampliati rispetto al progetto iniziale. La zona si trova a ridosso delle principali arterie logistiche, a meno di due chilometri dal porto e in collegamento diretto con la rete autostradale e ferroviaria.

Il progetto nasce nel 2023, quando il Commissario governativo della ZES Adriatica Puglia–Molise, Manlio Guadagnuolo, incluse l’area del Cosib tra le sette idonee a ospitare una Zona Franca Doganale.
Fu una decisione anticipatrice: il Molise non aveva mai avuto un’infrastruttura di questo tipo, e la candidatura termolese venne giudicata la più competitiva per posizione e dotazione infrastrutturale.
Poi l’Agenzia delle Dogane, con la determinazione n. 746013 del 14 dicembre 2023, approvò formalmente la perimetrazione, aprendo la strada all’inserimento dell’opera tra i progetti strategici nazionali per il rilancio del Mezzogiorno.
Nel dicembre 2024 la determinazione PNRR ha quindi sbloccato l’appalto integrato, affidando la direzione dei lavori all’ingegnere Salvatore Puca, con RUP interno al Cosib.
Oggi, mentre i lavori prendono forma, l’attesa cresce.
La Zona Franca Doganale infatti non è solo un progetto di logistica, ma vuole un’occasione di rilancio sistemico.
Nel piano industriale elaborato dal Cosib, l’area è pensata come catalizzatore di nuovi investimenti produttivi, in particolare nei settori della componentistica, dei servizi doganali, dell’automotive green e dell’innovazione tecnologica.
L’obiettivo è attirare aziende esportatrici, ma anche startup innovative e imprese del trasporto che potranno insediarsi beneficiando di regimi agevolati.
Il Molise, con la crisi di Stellantis Termoli e il rallentamento del tessuto produttivo, ha un disperato bisogno di progetti capaci di generare occupazione reale. E in questo senso la zona franca doganale può rappresentare una boccata d’ossigeno: nei prossimi anni sono attese decine di nuove assunzioni dirette e un indotto stimato in centinaia di posti tra logistica, manutenzione e servizi.
La ZFD del Cosib sarà gestita sotto la vigilanza dell’Ufficio delle Dogane di Campobasso, che curerà le autorizzazioni e i controlli doganali.
Ma il valore aggiunto sta nelle procedure semplificate: l’area, recintata e sorvegliata, sarà completamente digitalizzata, permettendo alle imprese di registrare operazioni e movimenti in tempo reale, senza i lunghi tempi della burocrazia ordinaria.
“Questo progetto può rendere Termoli un nodo strategico tra il porto e la rete logistica adriatica” spiegano dal Consorzio.
Una prospettiva che piace anche ai sindacati, che vedono nella zona franca un volano per la ripresa industriale del Basso Molise, soprattutto se integrata con la futura ZES Unica e con la rete di aree produttive che si estende fino a San Salvo e Vasto.
Dopo anni di difficoltà, compresi bilanci in rosso e impasse gestionali, il Cosib scommette su questo progetto perché la zona franca doganale rappresenta, nel panorama industriale del Molise, una infrastruttura capace di guardare oltre la fase emergenziale e di riportare Termoli sulla mappa dei territori che attraggono sviluppo. Un segnale, insomma, che qualcosa si muove per una possibile ripartenza.


