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Trignina, un’arteria fragile che regge due regioni. Al Mit il tavolo sulla sicurezza, “Finalmente passi concreti”

Al Ministero delle Infrastrutture si è riunito il tavolo tecnico sulla Trignina, con Anas, Regioni, sindaci e Camere di Commercio. I senatori Etelwardo Sigismondi e Costanzo Della Porta parlano di “svolta concreta” dopo anni di annunci rimasti sulla carta. Sul tratto tra Trivento e San Salvo si concentra la maggiore criticità: 44 incidenti dal 2021, cinque mortali, e traffico in crescita con oltre 9.500 veicoli al giorno.

La Trignina torna al centro della politica nazionale. E questa volta, dicono i parlamentari abruzzesi e molisani, non è solo un altro annuncio. Al Ministero delle Infrastrutture, su convocazione del ministro Matteo Salvini, si è svolto il nuovo tavolo tecnico dedicato alla messa in sicurezza della Fondovalle del Trigno: un tratto viario che negli ultimi anni è diventato sinonimo di criticità, rischio e isolamento infrastrutturale.
Alla riunione erano presente una delegazione di sindaci del territorio,  i rappresentanti delle Camere di Commercio, gli assessori delle Regioni Abruzzo e Molise e i vertici Anas.

Proprio al termine dell’incontro, i senatori di Fratelli d’Italia Etelwardo Sigismondi (Abruzzo) e Costanzo Della Porta (Molise), che hanno partecipato ai lavori, hanno parlato di un passaggio finalmente diverso rispetto al passato. “Per troppi anni – hanno spiegato – abbiamo assistito a promesse mai seguite dai fatti. Oggi vediamo un cambio di passo: due incontri in poche settimane e la conferma, da parte di Anas, degli interventi programmati. È una strada troppo importante per continuare a rinviare”.

Gli assessori Magnacca e Di Lucente: “La Trignina è l’asse vitale delle nostre economie”

Nel confronto al Ministero ha pesato anche la posizione congiunta degli assessori alle Attività Produttive di Abruzzo e Molise, Tiziana Magnacca e Andrea Di Lucente, che hanno definito la presentazione del piano da 190 milioni di euro un passo avanti significativo, pur ricordando che non tutti gli amministratori locali si ritengono pienamente soddisfatti. I due assessori hanno sottolineato come l’inserimento della Trignina tra le opere primarie del contratto di programma Anas sia frutto della pressione congiunta esercitata dalle due Regioni, che da tempo chiedono un adeguamento del tracciato per ragioni di sicurezza, tempi di percorrenza e contrasto allo spopolamento delle aree interne. La 650 – hanno spiegato – non è soltanto una strada, ma l’infrastruttura che tiene insieme il tessuto produttivo e umano di quattro regioni, dall’Abruzzo alla Campania, passando per il Molise e il Lazio, garantendo scambi commerciali e continuità ai poli industriali che si affacciano sul corridoio Adriatico–Tirrenico. Magnacca e Di Lucente hanno inoltre ringraziato Uniontrasporti per il lavoro tecnico elaborato su mandato delle Camere di Commercio, un report che fotografa con precisione il peso economico della 650 e la necessità di intervenire con urgenza su una viabilità che serve imprese, territori interni e un turismo ancora troppo penalizzato. Pur prendendo atto che il piano Anas non prevede al momento il raddoppio della Trignina – ma soltanto l’adeguamento del tratto tra Trivento e San Salvo – gli assessori hanno ribadito che per migliaia di residenti delle aree interne quella strada rappresenta ogni giorno una scelta di vita, il legame che consente di lavorare sulla costa continuando ad abitare nei paesi dell’entroterra.

Il tavolo di oggi ha permesso un confronto approfondito sulle condizioni della statale 650. Anas ha presentato una fotografia dettagliata del tracciato, confermando la programmazione di opere per circa 190 milioni di euro, destinate alla messa in sicurezza degli svincoli e alla riqualificazione del tratto più delicato, quello che da Trivento scende a San Salvo.

La Trignina, infatti, sopporta ogni giorno oltre 9.500 veicoli, con una percentuale di mezzi pesanti superiore al 20% nei giorni feriali. Una pressione che è cresciuta ulteriormente dopo la chiusura della Fondo Valle Sangro, oggi in fase di completamento, che ha scaricato sulla 650 tutto il traffico di collegamento tra Abruzzo, Molise e Campania.

Secondo i dati tecnici raccolti nel dossier del Comitato Protrignina Abruzzo e Molise, lungo l’arteria transitano circa 9.500 veicoli al giorno, con una percentuale di mezzi pesanti che supera il 20% nei giorni feriali. Una pressione aumentata ulteriormente dopo la chiusura — per lavori — della Fondo Valle Sangro, altro corridoio strategico oggi non disponibile.

Ma i numeri più drammatici sono quelli degli incidenti. Negli ultimi tre anni, lungo il tratto molisano-abruzzese, si sono verificati 44 sinistri, cinque dei quali mortali. L’ultimo, lo scorso 12 agosto, ha riguardato un trentunenne di Bojano. Una sequenza che ha trasformato un’arteria già complessa in un percorso ad alto rischio.

Il presidente della Camera di Commercio Chieti-Pescara, Gennaro Strever, e il direttore di Uniontrasporti, Antonello Fontanili, hanno illustrato la portata economica della strada. La Trignina collega infatti le autostrade A14 e A1 e serve un bacino produttivo da 320 mila imprese distribuite tra quattro regioni, con poli industriali decisivi nei settori automotive, chimico-farmaceutico e logistico. Un corridoio che genera oltre 28 miliardi di export all’anno e che, senza infrastrutture adeguate, rischia di perdere competitività.

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I rappresentanti di Abruzzo e Molise hanno ribadito al Mit l’urgenza di accelerare ogni fase del percorso progettuale. I parlamentari presenti, a loro volta, hanno espresso fiducia su una svolta concreta, dopo anni passati tra attese, limiti strutturali e interventi mai decollati.

Nelle prossime settimane il tavolo tornerà a riunirsi. Intanto, per territori che vivono da troppo tempo tra rischi quotidiani e collegamenti difficili, la prospettiva di un intervento strutturale non è solo una questione di mobilità, ma di sicurezza e dignità. La Trignina non può più permettersi di essere la strada fragile che è stata finora: i numeri, i flussi e la vita di migliaia di persone chiedono, ormai da anni, un cambiamento reale.