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Tempio crematorio a Petacciato, la Giunta apre all’ipotesi: progetto privato da oltre 2,5 milioni

La società Percorso Terreno di Montecorvino Pugliano (provincia di Salerno) propone un project financing per costruire e gestire un impianto nel cimitero in cambio di royalty al 5% sulle tariffe ministeriali di cremazione

Petacciato potrebbe presto avere un tempio crematorio. La Giunta comunale ha infatti dichiarato di interesse pubblico la proposta di project financing per la realizzazione e gestione di un impianto nell’area cimiteriale. La proposta arriva dalla società Percorso Terreno srl di Montecorvino Pugliano (provincia di Salerno), è accompagnata dal Piano economico-finanziario che la Giunta guidata da Tonino Di Pardo considera congruo, per un totale di 2 milioni e 550 mila euro, con 725mila euro di lavori e oltre 1,9 milioni destinati alle forniture. L’iter è nella fase preliminare: il progetto non è inserito nella programmazione comunale e ora, secondo legge, dovrà essere pubblicato per 60 giorni per consentire eventuali proposte alternative.

La delibera approvata dalla Giunta nella seduta del 3 novembre chiarisce che l’iniziativa è privata, quindi tanto la costruzione quanto la gestione sarebbero appannaggio della ditta. Al Comune spetterebbe una royalty del 5% sulle tariffe ministeriali di cremazione, corrisposta annualmente. Nella delibera, la Giunta evidenzia che l’opera risponderebbe alla crescita della domanda di cremazione e ridurrebbe nel tempo la necessità di nuovi manufatti cimiteriali, con risparmi per i cittadini. Tuttavia non è specificata la durata della concessione, elemento centrale che dovrà emergere negli atti successivi insieme a tutti gli altri dettagli previsti per interventi di questo tipo.

Il RUP del Comune esprime una valutazione positiva sulla fattibilità tecnico-economica della proposta, ma si chiarisce che l’intervento dovrà prima essere inserito nel programma triennale degli investimenti e successivamente messo a bando, con la possibilità che altri operatori presentino offerte concorrenti. Solo dopo questa fase potrà avviarsi un eventuale iter autorizzativo.

Attualmente il Molise non dispone di templi crematori attivi. Ce n’è però uno in fase di costruzione a Castellino del Biferno , con progetto approvato e portato avanti dall’Amministrazione comunale. I molisani che scelgono la cremazione al posto della sepoltura tradizionale, al momento, si rivolgono prevalentemente agli impianti di Puglia o Campania, con distanze che possono superare anche i 100 km.

Evidente quindi che un tempio crematorio a Petacciato non servirebbe solo per i defunti del posto, ma anche per quelli di molte località limitrofe. Il tema della localizzazione, oggi prevista all’interno del cimitero che si trova poco fuori dal centro abitato, è uno degli aspetti che potranno emergere durante il periodo di pubblicazione e confronto pubblico.

Cimitero Petacciato

In passato altri progetti di questo tipo sono stati proposti e poi ritirati. Un esempio è quello di Larino, dove l’Amministrazione Puchetti fece marcia indietro dopo la forte opposizione della comunità che rigettò l’idea di un forno crematorio nel dicembre 2022. A Campobasso, invece, è fermo da almeno due anni il progetto varato nell’estate 2023, quando la Giunta comunale aveva approvato una variante al Prg per la realizzazione della struttura in Contrada Tappino, a ridosso dell’ospedale Cardarelli. Da allora, però, l’iter sembra essersi bloccato.

La resistenza incontrata da molti progetti in Molise si scontra con le statistiche nazionali sulla cremazione, che mostrano un aumento costante delle preferenze. Se negli anni Novanta poco più del 3% dei decessi era seguito dalla cremazione, si è passati a oltre 220mila cremazioni nel 2018 e a più di 244mila nel 2021. Il trend è proseguito anche di recente e, pur in assenza di dati ufficiali Istat, si stima che nel 2023 la cremazione abbia superato il 35%, quindi oltre una persona su tre. Un aumento determinato sia dalla maggiore disponibilità di impianti sia dai cambiamenti culturali delle famiglie, che scelgono sempre più spesso questa modalità rispetto alla sepoltura tradizionale.