Tempesta al vertice del Cosib: il direttore Nicola Del Re fuori gioco dopo un Direttivo burrascoso
Bilancio ancora fermo, conti in rosso e clima incandescente: al centro delle tensioni anche la guida amministrativa del Consorzio industriale. Fonti interne parlano di forti contrasti e di un possibile avvicendamento ai vertici.
Bilancio bloccato, conti in rosso e un clima sempre più teso. Il Consorzio di sviluppo industriale della Valle del Biferno è piombato in una crisi profonda che ora tocca anche i vertici amministrativi.
La riunione del Comitato direttivo, tenuta nella serata di ieri, 6 novembre, si è trasformata in un confronto dai toni accesi. Al centro del dibattito non solo le difficoltà economiche dell’ente, ma anche la posizione del direttore amministrativo Nicola Del Re, che – secondo fonti interne – sarebbe ormai fuori dal suo ruolo operativo.
Ufficialmente Del Re risulta “in ferie”, ma dietro la formula burocratica si nasconde una decisione di fatto: il direttivo avrebbe scelto di voltare pagina, avviando la procedura per un cambio alla guida amministrativa.
Nessuna comunicazione ufficiale è stata diffusa. Nessuno, al momento, ha voluto commentare o spiegare le motivazioni di una decisione che sembra già presa, e lo stesso Del Re preferisce restare in silenzio. Il segnale politico, però, è chiaro: all’interno del Cosib si è aperta una frattura che intreccia motivi gestionali e tensioni politiche interne al centrodestra.

La riunione di martedì sera ha segnato un punto di rottura. Indiscrezioni parlano di un confronto acceso, con toni a tratti degenerati, e di divisioni profonde tra i rappresentanti dei Comuni soci sulla gestione dell’ente.
A guidare oggi il Comitato direttivo del Cosib è Pierdonato Silvestri, ex sindaco di Campomarino, che ricopre la carica di presidente. Accanto a lui, Vincenzo Aufiero, rappresentante del Comune di Termoli, in qualità di vicepresidente. Del direttivo fanno parte anche Laura Greco, sindaca di Ururi, Antonio Tomei, ex sindaco di Guglionesi che mantiene la sua posizione in virtù del regolamento interno, e Francesco Gallo, sindaco di Portocannone.
È in questo organo collegiale che si concentrano le decisioni strategiche e finanziarie dell’ente, dal bilancio alle politiche industriali, e proprio qui si è consumata la rottura.
Accanto al direttivo opera il Consiglio generale, l’assemblea che riunisce i rappresentanti dei Comuni soci e degli enti aderenti al Consorzio.
Ne fanno parte Antonio Di Pardo (Petacciato), Nico Balice (Termoli), Vincenzo Norante (Campomarino), Costanzo Della Porta (San Giacomo degli Schiavoni), Giovanni Di Matteo (San Martino in Pensilis), Francesco Gallo (Portocannone) e Laura Greco (Ururi).
Completano l’organismo il rappresentante del Comune di Guglionesi e Pasquale Glave, delegato dell’Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Termoli. È in questa sede che si delineano gli equilibri politici del Consorzio, tra interessi comunali e strategie divergenti sul futuro del nucleo industriale.
Al centro delle ultime discussioni – oltre al bilancio 2024, ancora non approvato – c’è la figura del direttore amministrativo Nicola Del Re, che da mesi guida l’ente in un contesto sempre più complesso.
Del Re, al momento “in ferie”, potrebbe non tornare al suo incarico. A pesare sul clima è soprattutto lo stallo amministrativo che da mesi blocca l’approvazione del bilancio, fermo dopo la ricapitalizzazione della partecipata NetEnergy, e i conti in rosso che minacciano la sostenibilità economica dell’ente.
Una situazione già emersa nei verbali di agosto e aggravata dalle difficoltà di incasso, dalla riduzione dei reflui trattati nel depuratore e dal calo delle attività industriali nell’area di Termoli.
Quando, nel gennaio 2024, Del Re era stato nominato direttore generale del Consorzio, l’ente sembrava avviato verso una fase di rilancio.
Avvocato, ex assessore comunale di Petacciato, Del Re aveva preso il posto di Stefania Calabretta, alla guida del Cosib per quasi vent’anni, e che ora potrebbe tornare in pole per la direzione amministrativa. Il cambio era stato presentato come l’inizio di una riorganizzazione “più efficiente e capace di affrontare le imminenti sfide” legate ai nuovi investimenti del territorio: la Zona franca doganale, la ZES Adriatica, e l’atteso insediamento della Gigafactory ACC, uno dei progetti industriali più rilevanti d’Europa.
Il direttivo, presieduto da Silvestri, aveva parlato allora di “rotazione necessaria” nei ruoli apicali e di un nuovo corso basato su competenze giuridiche e gestionali. Del Re aveva accettato la sfida, dichiarandosi “pronto a lavorare per un consorzio più solido e attrattivo”, con un mandato fissato fino al 2028.
Poco più di un anno dopo, quel progetto di rilancio appare lontano. La mancata approvazione del bilancio e le divisioni politiche hanno trasformato il Cosib – da sempre terreno di scontro per il potere locale – in un campo di battaglia amministrativo, dove strategie economiche e rivalità personali si sovrappongono.
La crisi del Cosib non è solo contabile: è anche, e forse soprattutto, politica.
Dietro le tensioni di queste ore si intravedono due linee contrapposte all’interno dello stesso centrodestra. Una spaccatura che si riflette direttamente sulle scelte del direttivo e che rischia di paralizzare ogni decisione strategica, proprio mentre l’ente avrebbe bisogno di compattezza e di una visione chiara per uscire dalla crisi.
La progressiva dismissione dello stabilimento Stellantis di Termoli, con i reparti ridotti e centinaia di lavoratori in solidarietà, ha inciso pesantemente sull’intero tessuto produttivo del Basso Molise. Attorno alla multinazionale, che per decenni ha trainato l’indotto, molte aziende hanno rallentato o chiuso, e i terreni disponibili nel nucleo industriale sono ormai quasi esauriti.
Senza nuovi insediamenti e con il depuratore sottoutilizzato, i margini di manovra del Cosib si restringono sempre di più.
In questo quadro di difficoltà economiche e di trasformazione industriale, le tensioni interne tra i rappresentanti dei Comuni e i vertici dell’ente rischiano di aggravare la paralisi.
Un braccio di ferro politico e gestionale che potrebbe compromettere l’unico vero motore di sviluppo rimasto nel Basso Molise: il Consorzio stesso, nato per sostenere l’industria e oggi in affanno nel garantire la propria sopravvivenza e a rischio commissariamento.
La delibera del direttivo dovrebbe essere pubblicata a breve, forse già nelle prossime ore. Una volta formalizzata, però, Nicola Del Re si potrebbe rivolgere al giudice per contestare la decisione: all’orizzonte si profila una battaglia legale che rischia di trasformare la crisi del Cosib in un vero e proprio caso giudiziario.


