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Manifestazione di piazza annunciata in una conferenza alla Torretta Belvedere: “Per dare voce a un territorio che non si rassegna al declino”

Termoli si prepara a una nuova mobilitazione sindacale. Il 29 novembre è in programma una grande manifestazione cittadina, a promuoverla sono FIM CISL Abruzzo-Molise, FIOM CGIL, UILM, Fismic e UGL Metalmeccanici, che hanno presentato l’iniziativa in una conferenza stampa stamane 6 novembre alla Torretta Belvedere, a simboleggiare il supporto del Comune, e alla presenza dei segretari territoriali e dei rappresentanti delle sigle metalmeccaniche.

Secondo i sindacati, la filiera dell’automotive sta attraversando una delle fasi più difficili degli ultimi decenni. La transizione energetica, la mancanza di una strategia industriale chiara e alcune scelte del gruppo Stellantis stanno pesando in modo significativo su lavoratrici, lavoratori e sull’intero indotto, con effetti particolarmente evidenti a Termoli. Per questo – sottolineano le sigle – è necessario aprire una riflessione più ampia, anche a livello europeo, sul percorso della transizione e sulle attuali normative, comprese quelle legate alle sanzioni, così da costruire politiche che accompagnino davvero il cambiamento e tutelino competenze e occupazione.

Anche l’indotto sta vivendo una fase di sofferenza crescente. Il progetto della gigafactory, che avrebbe dovuto rappresentare il pilastro della riconversione del sito, è oggi fermo, e gli investimenti sul nuovo cambio eDCT – previsti solo per il 2026 – non bastano a compensare il calo produttivo degli ultimi mesi. Una situazione che ha colpito non solo lo stabilimento principale, ma soprattutto le aziende che garantiscono servizi essenziali come mensa, pulizie e logistica, settori spesso considerati marginali  ma che ogni giorno contribuiscono al funzionamento dello stabilimento. Eppure sono proprio loro a subire per primi gli effetti della crisi: appalti al ribasso, riduzioni di personale, tagli ai turni e un’incertezza continua sul futuro.

A prendere la parola è stato Francesco Guida (Uilm), che ha definito quella del 29 novembre «una grande mobilitazione» e «un momento di responsabilità» sia per Stellantis sia per chi deve assumere decisioni politiche sul futuro dell’automotive in Italia e in Europa. Guida ha sottolineato la necessità che il territorio si faccia sentire in modo compatto, ricordando quanto sia importante che i cittadini molisani sostengano questa mobilitazione dal momento che la posta in gioco riguarda direttamente il futuro del Molise e dei lavoratori che da questo settore dipendono.

Sulla stessa linea è intervenuto Marco Laviano(Fim Cisl), che ha ricordato il percorso degli ultimi mesi: la manifestazione a Termoli, lo sciopero nazionale di ottobre a Roma e le varie iniziative portate avanti dalle sigle metalmeccaniche. Secondo Laviano oggi «manca una chiara direzione» e c’è la necessità di capire «quale indirizzo l’Europa intenda seguire per l’automotive», soprattutto in una fase in cui – ha ricordato – «l’Europa ha perso circa 3 milioni di autovetture prodotte sul proprio territorio». Termoli, direttamente coinvolta nella transizione industriale, vive infatti l’incertezza dei motori endotermici, «ancora in discussione per la riconversione». Serve responsabilità anche da Stellantis, definendo lo stabilimento «da sempre un’eccellenza». Laviano ha spiegato che il settore attende le decisioni europee sul Green Deal previste per dicembre e ha ribadito che se entro gennaio non arriveranno risposte da Stellantis, il sindacato metterà in campo uno sciopero regionale per difendere l’automotive in tutto il Molise.

sindacati stellantis

Domenico Guida (Ugl Metalmeccanici) ha invitato a comprendere la delicatezza del momento: «Speriamo che le persone capiscano che l’automotive sta attraversando una fase complessa». Ha richiamato anche le recenti dichiarazioni del dirigente Filosa, che ha proposto un posticipo dell’obbligo di elettrico al 2045: «Se così fosse, Termoli avrebbe una nuova speranza per ottenere ulteriori produzioni».

L’intervento di Giovanni Mercogliano (Fismic) ha invece riportato al centro il confronto con i modelli esteri: «Ci auspichiamo un cambiamento nelle scelte europee, come accaduto negli Stati Uniti, dove sono stati recepiti 13 miliardi di investimenti Stellantis grazie a regole più favorevoli». Il sindacalista ha sottolineato che Termoli dovrebbe poter lavorare su più tipologie di motori – endotermici, ibridi ed elettrici – perché «solo il cambio elettrico non è sufficiente a saturare la produzione né a mantenere l’attuale occupazione». Per Mercogliano, l’assegnazione di ulteriori motori è quindi «una condizione indispensabile per garantire stabilità e futuro allo stabilimento».

Per questo i sindacati hanno annunciato la grande manifestazione del prossimo 29 novembre a Termoli “per dare voce a un territorio che non si rassegna al declino. Scendiamo in piazza per chiedere certezze, investimenti e rispetto. Scendiamo in piazza per dire che Termoli non deve essere abbandonata. Scendiamo in piazza per difendere il diritto al lavoro e alla dignità”.