Sanità, Romano: “Il Molise subisce in silenzio una truffa politica. Commissariamento da azzerare”
Mentre la Campania esce dal Piano di rientro, il consigliere di Costruire Democrazia denuncia l’immobilismo della Giunta. A dicembre sarà discusso il ricorso al Tar per per l’azzeramento del disavanzo sanitario
In Campania si festeggia la fine del commissariamento della sanità, sancita da una sentenza del Tar che ha accolto il ricorso promosso dal presidente De Luca contro il Governo. In Molise, invece, “continuiamo a subire in silenzio la truffa politica di un commissariamento che dura da sedici anni, inguaiandoci di più e peggio di prima”. A dirlo è il consigliere regionale Massimo Romano, leader del movimento Costruire Democrazia, che rilancia l’allarme sull’immobilismo della politica molisana e sulla mancata reazione istituzionale rispetto alla crisi strutturale del sistema sanitario.
“Questa situazione – afferma Romano – pesa sulla pelle dei pazienti e sulle tasche dei contribuenti, a causa di figure completamente inadeguate e di una legislazione statale dissennata, concepita da governi di destra e sinistra, inclusi i Cinquestelle”.
Per opporsi a quello che definisce un “commissariamento dannoso e fuori controllo”, Romano ha promosso un ricorso al Tar Molise per l’azzeramento del disavanzo sanitario, che sarà discusso nel mese di dicembre. “Ci siamo sostituiti all’inerzia colpevole della Giunta regionale – spiega – che pur condividendo alla lettera le nostre tesi, non ha avuto il coraggio di mettersi contro il Governo. E ci siamo sostituiti anche alla sostanziale latitanza di Pd e M5S, che hanno mosso a malapena un ditino, promuovendo solo atti di facciata, indolori e inconcludenti”.
Romano denuncia inoltre il rischio concreto di perdere i 90 milioni di euro previsti dalla legge di Stabilità 2025 per il risanamento della sanità molisana. Una cifra subordinata all’approvazione del nuovo Programma Operativo 2025-2027, che però – accusa il consigliere – non è ancora stato completato. “A completare un quadro già allarmante – sottolinea – si aggiunge l’incapacità della Giunta regionale e soprattutto della struttura commissariale, che continua a essere inadempiente. Restano scolpite nella pietra le dichiarazioni suicide di Bonamico e Di Giacomo, che in tv hanno confessato di aver disatteso consapevolmente le prescrizioni ministeriali, dicendo che ‘a Roma fanno i finti tonti’. Una frase gravissima, che apre interrogativi anche su possibili responsabilità erariali”.
Da qui, l’ennesimo appello: “Che altro deve accadere prima che la Regione pretenda dal Governo la rimozione della struttura commissariale? E dopo il verdetto del Tar Campania, cosa aspetta la Giunta ad aderire alla nostra battaglia per l’azzeramento del disavanzo sanitario?”


