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Sanità: il Tar libera la Campania dal commissariamento. E se accadesse anche in Molise?

Il precedente giudiziario che ha fatto notizia nelle ultime ore arriva dalla Campania, ma riguarda da vicino anche il Molise. Perché se in Campania il Tar ha ordinato la fine del commissariamento sanitario, allora uno scenario simile potrebbe aprirsi anche nella nostra regione. A condizione che venga fatta chiarezza, una volta per tutte, sui conti.

Il Tar della Campania ha accolto il ricorso del presidente Vincenzo De Luca contro il Ministero della Salute e ha stabilito che la Regione ha diritto a uscire dal piano di rientro, nonostante non siano ancora stati raggiunti in pieno tutti i livelli essenziali di assistenza (LEA). La motivazione è chiara: secondo i giudici amministrativi, sono stati comunque centrati gli obiettivi finanziari e il Governo non ha fornito motivazioni sufficienti per mantenere il vincolo del commissariamento.

Una sentenza clamorosa, che potrebbe cambiare il quadro anche per altre regioni ancora commissariate da anni, come il Molise, dove la sanità è sotto controllo statale dal 2009.

Proprio in questi mesi, in Molise è tornata a farsi sentire la voce di Gianfranco Vitagliano, ex assessore regionale al Bilancio, che ha depositato un esposto ai Revisori dei Conti della Regione segnalando errori gravi nel calcolo dei disavanzi sanitari tra il 2001 e il 2020.

Secondo la sua ricostruzione – supportata da tabelle, riferimenti normativi e documenti ufficiali – i cosiddetti “buchi” contabili sarebbero stati sovrastimati, determinando nel tempo un irrigidimento ingiustificato del piano di rientro. E quindi un commissariamento fondato su numeri errati, con tutte le conseguenze del caso: tagli ai servizi, personale ridotto, addizionali fiscali elevate.

Finora, nessuna risposta concreta è arrivata dalle istituzioni. Non dai commissari, che sono stati informati per tempo e nel dettaglio, come conferma lo stesso Vitagliano, e non hanno mai avviato alcuna verifica dei numeri. Né dalla Regione, che ha affidato a una società privata, la RSM Spa, una revisione limitata solo al triennio 2021-2023, escludendo proprio il ventennio oggetto della denuncia.

È evidente che Molise e Campania non sono sullo stesso piano, almeno per ora. La Campania ha ottenuto il parere positivo su equilibrio di bilancio e ha già presentato da tempo un piano operativo coerente con le richieste ministeriali.

In Molise, invece, il Piano operativo sanitario 2025-2027 è ancora incompleto e non approvato dai ministeri, e secondo quanto emerso nelle audizioni in Consiglio regionale mancano interi pezzi fondamentali, dalla rete ospedaliera all’emergenza-urgenza. La società RSM, nella sua relazione, ha ammesso che i dati ricevuti sono stati parziali e incompleti, e che non è stato possibile fare chiarezza sul buco finanziario.

Ma il messaggio del Tar è forte: il commissariamento non può essere eterno, e soprattutto non può essere fondato su valutazioni arbitrarie o lacunose. Se i conti non tornano, come sostiene Vitagliano, allora è dovere delle istituzioni verificarlo.

Per far valere le proprie ragioni, come ha fatto la Campania, serve un’azione ufficiale della Regione o del Consiglio regionale, e possibilmente la certificazione di un ente terzo sulla fondatezza dei conti denunciati. Senza questo, la strada rimane chiusa.

Ma se davvero – come sostiene Vitagliano – il Molise ha pagato più del dovuto, allora anche qui si aprirebbe la possibilità concreta di uscire dal piano di rientro, rientrare nella normalità, riprendere il controllo della sanità pubblica.

“Il commissariamento – ha scritto l’ex assessore – è stato un artificio dialettico che ha prodotto danni enormi. Se i miei numeri saranno confermati, il presidente della Regione deve andare a Palazzo Chigi e non tornare finché non viene nominato commissario e restituito al Molise ciò che gli spetta”.